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Drink To Me: “S” non è solo una consonante

Giocheranno in casa al “Night Like This Festival” i Drink To Me. La band torinese ha da poco pubblicato il suo terzo disco, “S”, accompagnato dal videoclip del singolo “Future Days” e da un lungo tour che ha toccato molte città italiane, oltre ad averli portati in Svezia e Norvegia. Il 21 luglio sono tra gli headliner del festival che si terrà a Chiaverano, in provincia di Torino, come una nuova Woodstock italiana. Cerchiamo di conoscerli meglio e di avere qualche anticipazione sul loro show al al “Night Like This Festival”.

Dopo una gavetta lunga e significativa avete conosciuto una crescita e una maturità rapida, da “Don’t Panic – Go Organic” a “S”. L’ultimo album è considerato il vostro capolavoro, dove l’onestà e il buon gusto stringono la mano ad una gradevole sofisticazione. Dateci la vostra visione di questo percorso che vi ha portato a “S”.
In questi anni siamo cambiati, ma qualcosa di ciò che siamo ora era già nel primo disco. In quel lavoro avevamo messo 1000 ingredienti musicali e il risultato era davvero variegato, per alcuni un po’ troppo. Col tempo abbiamo spontaneamente iniziato a creare canzoni più coerenti tra loro, ma senza abbandonare l’approccio libero e aperto alla contaminazione. Con “Brazil”, il secondo disco, abbiamo innestato sempre più elementi ritmici afro-qualcosa su di un’impostazione che allo stesso tempo era più elettronica e meno rock. “S” vede l’ingresso prepotente dei campionatori e della ricerca vocale, della poliritmia e di una cura per il “colore” sonoro più curata ancora. Ma, noterai, gli elementi in gioco sono tantissimi, come appunto già nel primo disco…

Rileggendo il DNA del vostro songwriting in “S” viene in mente un altro gruppo che come pochi ha saputo unire psichedelia, atmosfera, elettronica e il groove ritmico della black music: i Massive Attack, ed in parte anche i Kasabian. Da qui lo spunto per rivolgervi questa domanda: con quali ispirazioni e aspirazioni è nata la vostra grammatica musicale?
Sinceramente non abbiamo mai ascoltato molto i Massive Attack e meno ancora i Kasabian. Un tempo citavamo spesso i Wire, i Sonic Youth, i Flaming Lips, i Liars, gli Oneida e via dicendo. Ora piuttosto l’hip hop, Arthur Russell, l’afrobeat, la dubstep… Non sappiamo cosa ci abbia influenzato di più, in realtà. Quando scriviamo cerchiamo qualcosa di indefinito, al tempo stesso vivace e malato. Se anzi ci accorgiamo che stiamo somigliando troppo a qualche altro artista cestiniamo o modifichiamo il materiale.

Ascoltando “S” viene da dire che l’internazionalità del vostro suono è un onesto innesto cosmopolita di una sensibilità eterogenea che premia la varietà. Oltre che fare ciò che fate nel modo che vi dia più soddisfazioni possibili, quale pubblico è importante per voi raggiungere?
Sicuramente non ci basta essere un gruppo di culto per una nicchia. Il pubblico che vogliamo raggiungere è più ampio. Ma non vogliamo svenderci per farlo. Vogliamo creare pop intelligente, ispirato, particolare, originale. Ma comunque roba rispettabile, non merda.

Che ne pensate di A Night Like This? Del concept, dell’iniziativa, della fusione tra band dal comune denominatore di un curriculum fatto prevalentemente di motivazioni forti, sound internazionale, ed una storia personale di spessore? Pensate che sia importante come iniziativa nel panorama odierno?
Assolutamente 10 e lode. Per noi è un risveglio del il nostro territorio (Ivrea è a 10 minuti da Chiaverano). Non possiamo quasi crederci. Ma sta per accadere!! Questo festival ha un grande pregio: affianca artisti stranieri e italiani di qualità. Gli organizzatori hanno dato tutto, dimostrando che bastano determinazione e passione per fare quello che da anni nessuno ha avuto le palle di organizzare dalle nostre parti. Ora speriamo davvero che la risposta sia buona. Significherebbe dare un seguito al tutto. E ritrovarsi di nuovo tra un anno!

Alla fine quando si sceglie un festival si guarda sempre anche in compagnia di chi ci si trova. Conoscete già gli altri partecipanti? Come pensate che vi troverete insieme a loro? C’è qualcuno con cui sareste fieri di dividere il palco?
Conosciamo abbastanza bene Aucan, Be Forest, Foxhound, Croco, l’Orso, Edipo… I gruppi in generale sono di buon livello sicuramente, e alcuni sono anche persone che ci piacciono proprio! Dobbiamo ammettere che non conosciamo benissimo gli stranieri, ma sono entrambi progetti supercool!! Saremmo fieri di aprire un tour intero dei Flaming Lips, ma questa volta in Italia è toccato ai Verdena…

Che tipo di live imposterete in A Night Like This? Ci sarà qualche scelta audace dal punto di vista scenografico, qualche particolare scelta dei brani da eseguire?
Non sappiamo. Di sicuro ci saranno 4 animali felici che daranno tutto quello che hanno. Suoneremo quasi solo canzoni di S, più qualcuna di Brazil. Saremo stanchi perché arriveremo la mattina da Agropoli (SA), dove suoniamo la sera prima, anche se in realtà saremo partiti da casa per suonare in giro già il mercoledì 18! Insomma, saremo a pezzi ma carichissmi!

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