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  • Droning Maud: Our Secret Code

    Droning Maud

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Quel codice segreto mancato

Sono interessanti, i Droning Maud. Un po’ Tracey Thorn, un po’ Radiohead: accordi di chitarra e campionatori che paesaggi di malinconia elettronica. È un album che trasmette sensazioni da giornata nuvolosa, di pensieri intimi e sogni pomeridiani dalle atmosfere vagamente inquietanti.
Non funziona perfettamente, purtroppo. Le dieci tracce del disco scivolano via forse troppo rapidamente, ed è facile perdere la presa, se ci si distrae un attimo. La voce del cantante non sempre appare la più adatta alla situazione, e verrebbe da chiedersi se non possa dare risultanti interessanti per i successivi lavori l’aggiunta di una voce femminile.

Manca qualcosa. Per quel che mi riguarda il problema più grosso è probabilmente il cantato, che non riesce ad essere incisivo abbastanza da dare una svolta definitiva all’album. L’unione sperimentale di suoni “classici” a suoni elettronici funziona, di base. Manca quel salto in più per raggiungere grandi vette. E io ho fiducia che quel salto si possa fare.

Pro

Contro

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