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  • Dug Pinnick: Strum Sum Up

    Dug Pinnick

    Data di uscita: 01-01-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Sporco di terra e col sorriso stampato

Doug, detto Dug, anima dei King’s X, dei quali materializza la voce e il basso, ha diritto, anche lui, alle ferie retribuite. Il suo divertimento – come è un po’ costume di tutti i frontman di spicco – è creare progetti alternativi, che esprimano quei “sogni nel cassetto” affossati invece dalle imposizioni delle label e dalle aspettative dei fan.
Il restyiling parte dal moniker: prima erano i Poundhound, oggi il suo stesso “diminutivo” (Parigi val bene una “O”). Alla quarta esperienza fuori casa King’s X, Doug sbaraglia gli schemi strutturali dell’album tradizionale. Più volte, infatti, lo stesso tema viene frammentato in due tracce distinte, di cui la seconda è una prosecuzione strumetale ed “arrangiata” della prima: un modo alternativo per giustificare una prolissità a volte pedante. Il successore di “Emotional Animal”, penalizzato da una cover art fredda e anonima, vede Pinnick svolgere la maggior parte del lavoro in veste di compositore e di multi-strumentista, accompagnato dagli special guest di Walter “Wally” Farkas, Steve Stevens, Alain Johannes, Kelli Scott, Miles Loretta, Natasha Shneider e David Henning.
Con divagazioni tra l’hard rock ed il funk, ed i suoni che prediligono una versione “sporca” del riffing, “Strum Sum Up” si pregia di un’ingenuità quasi fanciullesca e scanzonata, più approcciabile rispetto ai precedenti dello stesso autore. La linea “libera” prescelta dal Dug solista sembra a tratti debitrice di un sepolto movimento grunge-crossover. Non è solo un caso, forse, che l’album sia stato composto immediatamente dopo il tour con i Living Colour!

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