Home > Interviste > Dum Dum Girls: Ladies in noise

Dum Dum Girls: Ladies in noise

Dopo un 2011 così prolifico ci sembrava quantomeno doveroso intervistare le californiane Dum Dum Girls. Sotto l’etichetta Sub Pop hanno dato vita al loro noise rock edulcorato da sprazzi di chamber pop che richiama tanto per cambiare, in un periodo in cui più si è vintage e più si è “avanti”, la canzone popolare americana anni Sessanta. Abbiamo avuto modo di parlare con Dee Dee, leader del gruppo e moglie di Brandon Welchez dei Crocodiles, per chiederle un po’ di delucidazioni sulle dinamiche che hanno portato al nuovo disco.

“Only In Dreams” è un titolo che esemplifica perfettamente il mood delle canzoni in esso contenute (“Bedroom Eyes”, “In My Head”,”Teardrops On My Pillow”). Potresti spiegarci il filo conduttore che guida l’ascoltatore per la durata del vostro disco, e le ragioni per cui avete deciso di affrontare questi temi?
Il tema centrale della release è la ricerca del desiderio. Riguarda il grande divario tra ciò che si ha e ciò che si vorrebbe ottenere. Insomma, i sogni spesso riaccendono l’anelito, la brama.

Sempre riguardo al vostro ultimo disco “Only In Dreams”, la maggior parte dei critici che vi si sono imbattuti hanno definito questo lavoro come più maturo nei contenuti rispetto al precedente. Com’è possibile maturare così tanto in così poco tempo, visto che il vostro ultimo disco risale al 2010?
La tua vita può distruggersi in mille pezzi, improvvisamente.

Anche musicalmente parlando, il vostro ulitmo disco ha qualche novità. I suoni sembrano più puliti e curati, nonostante il background noise sia sempre presente. Come avete raggiunto questo equilibrio?
Questo era l’equilibrio che abbiamo sempre cercato. Bisogna rintracciare a tutti costi il piglio pop di una canzone estrapolandone il lato più sanguigno. Le mie prime registrazioni erano assolutamente prodotte in low-fidelity perché me le facevo da sola, per conto mio. Questo album è stato il primo davvero adatto a una registrazione in studio. Una registrazione di più alta qualità consente di lavorare molto di più sul noise, considerando che ci sono ancora moltissimi suoni tutti ancora da esplorare.

Il lo-fi si è trasformato nel corso del tempo: da mera necessità economica è diventato adesso un modo di esprimere se stesso dell’artista. Perché avete optato per questo modus operandi? E quali garanzie vi offre la bassa fedeltà rispetto ad una più alta?
Per me è stato come un pretesto per dar vita a ciò che scrivevo e componevo nei primi tempi. Un modo di rendere accessibile a tutti la possibilità di “creare” musica. Insomma, tanto DIY quanto “sound”.

Quali sono state le band che più hanno influenzato la tua carriera agli inizi? E cosa, invece, stai ascoltando ultimamente?
Adesso sto ascoltando di tutto, davvero, e ho ripreso ad ascoltare assiduamente il singolo “Wild Eyes” delle Vivian Girls e mi emoziona scoprire che altre persone stessero intraprendendo un percorso simile al mio. (considera che sta parte non so che scrivere perché sto dormendo mi hai fatto fare le quattro di mattina) and being so psyched others were on a similar trip. È il fattore che avvicinò me e Frankie Rose, nei primi tempi.

Quali sono i progetti futuri di Dee Dee?
Vorrei intraprendere un progetto parallelo con mio marito e contemporaneamente dare alle stampe un nuovo EP con le Dum Dum Girls in primavera. Ci saranno alcuni outtakes da “Only In Dreams”, sarà molto trasognato.

Perfetto. Concludendo, saresti disposta a lasciare Brandon Welchez per metterti in caso con Stefano Ribeca? Se fossi d’accordo sarei molto felice di ciò, altrimenti: perché no? E come si vive una relazione tra musicisti? Influenzate i vostri lavori a vicenda?
Fino alla morte. Riesce a stimolarmi e ad ispirarmi, come tutte le cose buone.

Scroll To Top