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Dardust: “Volevo portare qualcosa di diverso sul palco del Concertone” [INTERVISTA]

Tra i nomi più interessanti dell’ottima line up allestita dagli organizzatori del Concertone del Primo Maggio romano, Dardust è stato sicuramente uno di quelli più sorprendenti. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’artista prima del suo live set, composto da quattro brani: “Bardaginn”, “Movie trip”, “The wolf” e “The never ending road” (feat John Thiele).

 

Ciao Dario, cosa significa per te suonare su un palco così importante come quello del Primo Maggio?

Per me è una grandissima sfida perché Dardust magari è un progetto particolare e un po’ fuori dalle righe per quello che è questo contesto; ma è proprio quella la sfida! Ovvero l’ambizione di portare qualcosa di diverso su questo importante palcoscenico.

Quanto è imporante ancora questa manifestazione?

Fondamentale, mai come quest’anno che il tema dell’evento è incentrato sulla sicurezza. Una manifestazione importante come questa sposta l’attenzione del pubblico su un tema così delicato e preoccupante. È molto bello quindi il fatto che noi artisti possiamo portare una fetta di nuovi ragazzi riuscendo a focalizzarli anche su questo tema così cruciale.

Hai un ricordo in particolare del Concertone, anche come semplice spettatore?

Assolutamente sì. Il primo concerto del Primo Maggio che ho visto è stato nel 2001, ero un fan dei Bluvertigo, vidi Morgan sul palco e fu meraviglioso.

Da pochissimo tempo è uscito il tuo nuovo brano “Sublime”. Di cosa parla?

“Sublime” è il primo brano del nuovo album che andrò a registrare a Londra. Il concept è un po’ ampio. Il sublime è uno dei concetti che sta dietro una certa tipologia di correnti artistiche del preromanticismo. Io ho dato una connotazione abbastanza lisergica e contemporanea. Tutto il concetto del progetto sarà svelato a settembre quando uscirà l’album.

Quali sono le influenze di Dario come autore e di Dardust come producer?

Le influenze sono molto simili. Nel songwriting quando scrivo per altri cerco di mettere sempre i miei gusti anche se sono un po’ innovativi, poi spetta ai produttori dei vari artisti riuscire a portare il tutto nella loro visione. Stesso discorso per Dardust, ascolto davvero di tutto: dalla musica classica a quella elettronica, l’hip hop la trap cercando di fare quello che mi va senza steccati e paletti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto finendo la produzione del disco dei Thegiornalisti, poi mi occuperò dell’album di Dardust non dimenticando il mio lavoro come songwriter.

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