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Will Ferrel e Kevin Hart sono i protagonisti di “Duri si diventa” di Etan Cohen, una commedia politicamente scorretta ma che a tratti diverte.

La sceneggiatura non brilla per originalità o eleganza nelle battute, alcune eccessivamente volgari e razziste, con pochi momenti veramente divertenti: un miliardario viene condannato a dieci anni di carcere e privato di tutti i suoi soldi, nonché della ragazza. Si rivolge così a un suo impiegatoper farsi preparare al carcere.

Infastidisce la leggerezza con la quale “Duri si diventa” spara a zero su tutti, dagli omosessuali alla gente di colore, sguazzando negli stereotipi. Ancor più fastidioso è il fatto che si cerchi di far passare il messaggio morale del rispettare il prossimo e essere onesti.

Seppur efficace sulla carta, il risultato non convince, come invece avviene in “Ted 2″ dove il politicamente scorretto è ben miscelato con contenuti diversi.

Dispiace, perché Will Ferrell e Kevin Hart sono due bravi attori il cui talento viene sprecato a favore di un umorismo volgare e poco convincente. Un’occasione persa quella di “Duri si diventa“, che strappa qualche raro sorriso ma nel complesso non convince.

Pro

Contro

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