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  • Dutch Uncles: O Shudder

    Memphis Industries / none

    Data di uscita: 23-02-2015

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È ormai un po’ che i Dutch Uncles sono in giro. “O Shudder” è il loro quarto album in studio dal 2009, un disco ricco di suoni vecchi e nuovi, bassi e synth a tutto andare e un tocco di elettronica glam\pop che non guasta mai. La cosa migliore da fare è ascoltare il disco più volte, perché ogni volta ci si accorge di qualche sfumatura nuova, qualche altra influenza, fino a che i R.E.M. si ritrovano a ballare un remix dei The Darkness in compagnia dei Scissors Sisters. Il cantante Duncan Wallis in un’intervista ha definito il disco come un’esplorazione del dubbio e di problemi esistenziali, affrontati però con un tocco positivo. Sembra che ci siano tutti gli ingredienti per un grande disco, ma per farvelo piacere dovrete affrontare un grande ostacolo: la voce.

Sarò onesto: non mi piace la sua voce. Non è un discorso di bravura. Semplicemente, mi irrita non poco sentire quel vibrato trillante che così spesso usa per concludere una nota un po’ lunga. È una voce melliflua, quasi come velluto polveroso. Mi ammazza ogni piacere nell’ascoltare il disco, visto che musicalmente i Dutch Uncles invece mi piacciono assai. Si tratta certamente di una voce particolarissima e non comune, androgina, e contribuisce a rendere il gruppo immediatamente riconoscibile. Ma non è detto che piaccia, come nel mio caso. Quindi, in conclusione, direi che è assolutamente consigliato l’ascolto del disco, sperando che nessun altro abbia lo stesso mio problema con la voce di Duncan Wallis.

Pro

Contro

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