Home > Rubriche > Eventi > È Uno Di Quei Giorni Che…: La storia vista dagli italiani

È Uno Di Quei Giorni Che…: La storia vista dagli italiani

Il giorno in cui a Milano esplode la bomba di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, Gino Paoli è in cartellone al teatro Derby, Roberto Vecchioni è all’Università Statale e “Un Uomo da Marciapiede”, di John Richard Schlesinger, è uno dei film nelle sale e viene pubblicizzato come – parole testuali – “molto bello”. C’è un mondo, un’Italia popolare che conduce una propria vita in cui trovano spazio tanta radio e musica sempre più varia, poca e ingessata televisione e cinema dove ogni pellicola viene proiettata a nastro.

Contestualizzare l’episodio epocale nell’ambiente italiano che ne subisce la detonazione, evidenziare «la nostra appartenenza nei gesti quotidiani alla grande storia», secondo il coautore Francesco Valitutti: è questa l’intenzione di “È Uno di Quei Giorni Che…”, nuovo format di Rai3 in onda per cinque venerdì a partire dal 10 maggio alle 23.05. A condurlo il trio composto da Massimo Bernardini, Federica Gentile e Mario Lavezzi all’interno del centro di produzione Rai di Milano e «senza l’impiego di service», garantisce il capostruttura Luigi Bizzarri. «Quando scoppiò la bomba – è la testimonianza di Lavezzi – ero proprio lì dietro, nella casa discografica fondata da Mogol e Battisti, la Numero Uno». Non interessa raccontare l’evento in sé, quanto la vita degli italiani prima e dopo il fatto.

La regia è di Luca Romani. «Preparavo la versione di greco – è il ricordo di Bernardini – il giorno dopo la scuola non era più scuola: metà degli studenti era in corte e metà in assemblea con gli insegnanti». Le altre puntate saranno referendum sul divorzio, sull’omicidio Kennedy, sulla finale di Coppa del mondo tra Italia e Germania ovest e sul rapimento di Aldo Moro. Garantito anche un look dei presentatori coerente con le mode di ogni singolo periodo. «Si parlerà del giorno dell’avvenimento cominciando dal mattino fino alla mezzanotte» – è il chiarimento di Gentile. Lo studio concede venti metri lineari di schermo, le illustrazioni sono di Giuseppe Ragazzini.

Scroll To Top