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È vera molestia?

ItaliaOggi dello scorso giovedì 13 ottobre, commentando brevemente una recente sentenza della Cassazione [1], titolava “Spammare si può”. Un’uscita certo equivoca se confrontata al vero significato della sentenza.

Come ho già spiegato in un mio recente articolo apparso per I-dome.com, la Corte era stata chiamata a decidere se il comportamento reiterato di due giovani di Grosseto, che avevano inviato una serie di e-mail indesiderate a una conoscente, poteva configurare il reato di “molestia” [2].

A riguardo, già da tempo la Cassazione, ai fini della configurabilità di tale contravvenzione, pone l’accento sulle modalità del disturbo, distinguendo tra comunicazioni sincrone (che costituiscono molestia) e asincrone (che non lo sono).

Quelle sincrone sono sempre segnalate da un avvertimento acustico che ne indica l’arrivo. In esse vi è una immediata interazione tra il comportamento del molestatore e la sfera del molestato, determinato in capo a quest’ultimo un repentino ed inevitabile disturbo al momento stesso della comunicazione. Tale è, per esempio, una telefonata che, non appena effettuata, genera uno squillo e quindi un disturbo nei confronti della vittima. Tali potrebbe anche essere gli sms o gli mms (per via della correlata suoneria).

L’articolo prosegue sul portale dello Studio Legale Greco, “La Legge per tutti”, a questo indirizzo.

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