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Ecco le videocamere digitali usate per il cinema

Sono già diversi anni che il digitale ha sostituito la vecchia pellicola da 35 mm nell’industria cinematografica. Le potenzialità e la versatilità offerte dal digitale ha permesso la realizzazione di gran parte dei successi al Box Office di questi ultimi anni. Anche i costi di produzione ne hanno tratto vantaggio sia in fase di ripresa sia in fase di postproduzione. Oggi un regista in erba può cimentarsi nella realizzazione di un cortometraggio con un piccolo budget e riuscire così a farsi conoscere al grande pubblico.
Le videocamere digitali utilizzate nel cinema, però, sono molto diverse da quelle che siamo abituati ad acquistare nelle classiche catene di prodotti audio/video. Si tratta di dispositivi tecnologicamente molto più avanzati, capaci di riprendere filmati a risoluzioni molto superiori al classico Full HD utilizzato per l’uso domestico. Un normale video in alta definizione proiettato in una sala cinematografica apparirebbe molto sgranato, poco definito e ci farebbe rimpiangere la vecchia pellicola.
Tra i produttori di videocamere realizzate per il cinema c’è RED STUDIOS HOLLYWOOD che ha a listino la Red One e la Red Epic, due modelli dalle caratteristiche molto interessanti e che le hanno permesso di farsi strada in un mercato molto esigente. L’azienda viene fondata in California nel lontano 2006 col nome di RED DIGITAL CINEMA con lo scopo di realizzare una videocamera digitale capace di registrare filmati con la stessa qualità della pellicola a 35 mm. Nell’agosto del 2007 viene lanciata la Red One, una camcorder capace di registrare video alla risoluzione di 4k. Nel 2010 la RED DIGITAL CINEMA acquisisce la Ren-Mar Studios e prende il nome di RED STUDIOS HOLLYWOOD.
L’azienda non si limita alla produzione videocamere digitali, ma fornisce anche tutta una serie di accessori tra cui diverse ottiche capaci di offrire una versatilità a 360°. RED STUDIOS HOLLYWOOD non si rivolge al mercato di massa, ma realizza prodotti specifici per il Cinema e gli studi televisivi. I modelli a listino, infatti, sono attualmente solo due: la Red One e la Red Epic. La prima ha un costo di 25.000 dollari mentre per la seconda ne occorrono 43.000.
Nonostante siano passati più di 4 anni dalla sua realizzazione, la Red One è una videocamera molto attuale grazie ai diversi aggiornamenti del firmware. La Red Epic, invece, è il modello di punta e offre in un corpo tre volte più compatto della Red One tutto quello che un registra professionista possa cercare. È equipaggiata con un sensore Mysterium-X da 5K, capace di catturare immagini alla ragguardevole risoluzione di 5120 x 2700 pixel. Per capire il livello di dettaglio con cui è possibile registrare un video basti pensare che la risoluzione di uno schermo Full HD delle TV che abbiamo in casa è di “soli” 1920×1080″ pixel.
La Red Epic, inoltre, è dotata di un processore d’immagine molto performante che consente di riprendere video fino a 120 fotogrammi al secondo alla massima risoluzione. In questo modo si possono realizzare slow motion praticamente perfetti. Ogni fotogramma di un film è come se fosse stato catturato da una fotocamera da 14 megapixel rivelandosi così ottima non solo per riprese video, ma anche per scatti fotografici.
La Epic è stata realizzata con una filosofia modulare per far sì che non diventi mai un prodotto obsoleto: quando si rende disponibile una nuova tecnologia, Red realizza il componente che si andrà ad aggiungere alla videocamera senza che si renda necessario sostituirla con un nuovo prodotto.
Le videocamere prodotte da Red sono utilizzate attualmente in tantissime produzioni cinematografiche, da film indipendenti a blockbuster Hollywoodiani. Basti ricordare il remake di Uomini che odiano le donne, Contagion, The Hobbit, l’ultimo episodio de I pirati dei Caraibi, Drive Angry e molti altri ancora.
Nei primi giorni di novembre Red dovrebbe finalmente presentare la Scarlet, una nuova videocamera digitale di cui ancora non si conosce alcuna specifica. L’azienda ha creato un alone di mistero intorno a questo nuovo prodotto che dovrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nel mondo del cinema digitale.

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