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Echi pompepiani

I Red Sparowes sono un “supergruppo” i cui membri originari provengono, tra gli altri, da alcuni dei più grandi nomi del post-metal statunitense: Isis e Neurosis. Chiaramente la performance è molto attesa in virtù dei nomi coinvolti sul palco e, bisogna dirlo, i ragazzi si fanno attendere, benché prima e durante la performance dei Juggernaut i nostri spazino liberamente sul parterre dell’Init.

Mancano una manciata di minuti alla mezzanotte quando i Red Sparowes, capitanati da Bryant Clifford Meyer fanno il loro ingresso sul palco dell’Init. La band, in tour europeo per presentare la sua ultima uscita, non si perde in presentazione alcuna ed attacca fin da subito con il primo dei pezzi (tutti strumentali) che ci accompagnano per questo viaggio in musica. Fin da subito si avverte che i 5 sul palco vogliono portare gli ascoltatori ben oltre un semplice concerto, difatti alle loro spalle scorrono riprese di paesaggi estremi, galassie, fondali marini alternati a passeggiate in ambienti rilassanti (ruscelli, prati e boschi) in sincronia con le atmosfere create dai brani suonati, creando un connubio davvero efficace, soprattutto nelle fasi più calme e sognanti.

La band produce una valida fusione soprattutto grazie a Emma Ruth Rundle, che ancora le sonorità più note del post-rock con accelerate che pescano a piene mani da mostri sacri del genere, e Greg Burns il quale spazia liberamente tra echi psichedelici e affondi metal spostando e guidando il gruppo in un interminabile lento-veloce-lento durante tutto il concerto.
L’attesa per l’encore dura giusto il tempo di una boccata d’aria: non si fa in tempo a riprendersi dal tutto che il gruppo risale sul palco annunciando le ultime due tracce, riportando così l’intensità respirata fino alla discesa dal palco.

Buildings Began To Stretch Wide Across The Sky, And The Air Filled With A Reddish Glow.
A Hail Of Bombs
The Soundless Dawn Came Alive As Cities Began To Mark The Horizon
Elephant
Liter
Basssong
As Each End Looms and Subsides
Kelpbass

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Alone And Unaware, The Landscape Was Transformed In Front Of Our Eyes
Mother

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