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  • Edguy: Tinnitus Sanctus

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Quando evolversi non vuol dire guardare avanti

Dopo averci sorpresi con l’inaspettato terzo capitolo di Avantasia, decisamente differente dallo stile dei due precedenti, Tobias Sammet vuole stupirci con la sua primigenia creatura, la nuova macchina sforna successi che risponde al nome di Edguy. Anche questa volta il golden boy, che si è ormai fatto uomo, devia decisamente il tiro rispetto al power metal che ha portato al successo dischi come “Mandrake”, “Hellfire Club” e “Rocket Ride”, dimostrando di aver intuito chiaramente la necessità di una rinfrescata all’immagine del gruppo.

La scelta, che per Avantasia aveva trovato uno sbocco fantascientifico, ora ricade su tematiche religiose, come la terrificante copertina lascia chiaramente intuire. L’ironia marchio di fabbrica dei tedeschi si racchiude più che altro nella buffa conclusione “Aren’t You A Little Pervert, Too?” e con essa anche il metal compatto e splendente che aveva fatto brillare i nostri occhi a inizio millennio fa un passo indietro.
[PAGEBREAK] Se l’iniziale “Ministry Of Saints” rappresenta un classico trait d’union col passato prossimo, lo stesso si può dire per pochissimi dei minuti che compongono l’ora scarsa di “Tinnitus Sanctus”. “The Pride Of Creation” e “Speedhoven” richiamano direttamente gli Helloween, mentre l’approccio corale e sinfonico di molto del resto risale ai tempi di “Vain Glory Opera” (es. “Dragonfly”), pur senza ricadere nello stesso totalitarismo epico. A chiudere la panoramica su quelli che Tobias chiama a lot of elements that are different to anything we’ve done before l’unico pezzo veramente nuovo del mosaico musicale, quell’attitudine hard rock che anche nell’ultimo Avantasia rappresentava il principale baluardo del cambiamento.

Senza dover ricorrere allo sleaze rock di “Dead Or Rock”, tutto il nuovo album si alleggerisce di gran parte delle vesti del power metal per affiancare un rock più classico e attempato all’epica melodia rispolverata dal proprio passato, dando spesso l’impressione di volersi cimentare nel campo della cosiddetta rock opera. Considerato da questo punto di vista, il lavoro degli Edguy sfigura a confronto con i modelli che ci ha consegnato la storia, ma dimostra comunque l’acume e la versatilità della figura che l’ha creato. Di questi giorni la capacità di cambiare non è da tutti, tantomeno riuscendo a mantenere una qualità accettabile. I miracoli, certo, non sembrano essere più prerogativa di Tobias Sammet.

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