Home > Rubriche > Eventi > Edison Change the Music 2010: Music goes green!

Edison Change the Music 2010: Music goes green!

La musica ha potuto fermare la guerra in Vietnam, quindi può certamente sensibilizzare i giovani sui problemi legati all’ambiente“. Queste parole di Enrico Ruggeri racchiudono lo spirito del progetto “Edison Change The Music”, fra gli ospiti presenti alla conferenza stampa che si è svolta sotto la sontuosa volta liberty della Sala Conferenze a Palazzo Edison, Milano. Con lui anche Franco Mussida, direttore artstico del progetto Edison, e Nick The Nightfly. Parola chiave del progetto è il cambiamento, per guidare il pubblico ad un uso intelligente delle fonti di energia rinnovabile.

Nelle parole dell’ideatore del progetto, Andrea Prandi, la musica è stata scelta come mezzo per fare breccia nel cuore delle persone. L’Osservatorio della Musica Sostenibile, informa Prandi, ha registrato più di 20.000 concerti in Italia ogni anno: in particolare, nel 2010 si è avuto un incremento dei live pari al 20%, con una diminuzione del 10% di emissioni di CO2, grazie all’uso di tecnologie energetiche a basso consumo. Un risultato notevole, che il direttore artistico di Edison Change The Music, Franco Mussida, ha definito un traguardo che fa ben sperare in fatto di salvaguardia dell’ambiente.

Quattro sono i punti fondamentali sviluppati da questo progetto Edison: la community online, il Manifesto Della Musica Sostenibile, il concorso per bands emergenti e l’Osservatorio Sulla Musica Sostenibile. Tra i vari partner che hanno aderito all’iniziativa ci sono Radio2 e X Factor, cui è abbinato un concorso (accessibile tramite il sito www.edisonchangethemusic.it) rivolto alle giovani bands che potranno caricare il proprio brano direttamente sul sito oppure partecipare alle serate che seguono le tappe del casting di X Factor. I vincitori si aggiudicheranno un contratto discografico per entrare a pieno titolo nel music biz, dopo aver superato la selezione finale a opera di Mussida. Il quale, a proposito del valore della musica nel diffondere il messaggio ecologista, commenta: “I musicisti sono i diffusori di messaggi importanti del vivere sociale, dato che è loro richiesto di cambiare le proprie strategie di vita per avere successo nella musica“.
[PAGEBREAK] Il linguaggio musicale, insomma, fa diventare consapevoli di sé ed è il canale preferenziale per diffondere messaggi e idee. Che Edison ne condivida il valore è testimoniato dalla creazione della Edison band, i cui componenti ricoprono varie cariche all’interno dell’azienda. La musica, conclude Mussida, mantiene un rapporto vivo fra le persone, coinvolgendole come individui e non solo per il ruolo istituzionale che esse svolgono. Sul perché il concorso si rivolga ai gruppi e non ai singoli artisti, la spiegazione è che le bands sono più innovative e meno sottoposte al processo di clonazione.

Enrico Ruggeri nel suo intervento parte con una disamina della musica, “spesso bistrattata e poco considerata, ma è un grande motore, dato che il pubblico ascolta più volentieri i musicisti o i testi delle canzoni che i notiziari della TV“. I musicisti, ricorda Ruggeri, sono stati i primi a vedere nella cancellazione dei debiti una soluzione per i paesi che, ad esempio, esportano diamanti ma in cui il 90% della popolazione muore di fame. La musica, definita “disciplina sorridente“, arriva dove le istituzioni non sono arrivate, e chi fa il musicista ha un DNA particolare e una sensibilità non comune, capaci di “raccogliere tutte le pulsioni che sono nell’aria“.

Infine, Nick The Nightfly riassume la missione del progetto, che è quella di “creare l’opportunità di vivere la musica dal vivo e di far sognare tante persone“. Il palco della manifestazione è, naturalmente, ecosostenibile, dato che le apparrecchiature utilizzate funzionano a energia solare. Tuttavia, conclude l’artista scozzese, la velocità con cui si cercano soluzioni per i paesi che non hanno accesso alle risorse energetiche non è sufficiente e il gap si sta ampliando. Infatti, è necessario cambiare il modo di produrre energia e, per farlo, è necessario servirsi dello strumento che i giovani preferiscono, e cioè la musica.

Scroll To Top