Home > Recensioni > Edo Notarloberti: Silent Prayers

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Orchestra sinfonica da camera

Debutto solista di Edo Notarloberti, già violinista negli Ashram, per una musica che definisce da camera e che ha, nel moderno neoclassico, la sua matrice più importante. Violino, piano e voce a creare pattern garbati, non intrusivi, per fortuna non barocchi o pomposi; strumenti scelti in funzione della musica e non per definire il proprio genere, come spesso accade quando ci sono di mezzo gli archi. Violino e violoncello (Giampaolo Nigro) sono suonati con semplicità, senza virtuosismi, l’accompagnamento e struttura ritmica portante è costituito dal fitto tessuto di pianoforte. Su alcuni pezzi diventano protagoniste le voci di Valentina Del Giudice e Salvo Sammartino, la prima in tono etereo vagamente reminiscente del cheap goth, il secondo forse più spontaneo ma meno espressivo, difetta per l’italianizzazione della pronuncia inglese, con sillabe scandite troppo nettamente.
In Digibook limitato a 601 copie, con una bella copertina presa da dipinto ad olio dello stesso Notarloberti, Silent Prayers è un disco diretto, debitore di almeno una decina di opere classiche maggiori, incanala sonorità che non sono d’uso per l’odierno popolo pop in un formato accessibile, personalizzandole quanto basta per poter dire di trovarsi di fronte ad un disco genuino e intrigante. Questo non basta a farcelo apprezzare del tutto, vista comunque la mancanza di pezzi propriamente originali, decisamente memorabili o notevoli per merito compositivo, considerando poi che in molti non riusciranno a ignorare i due difettucci vocali di cui sopra.

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