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  • Egle Sommacal: Tanto Non Arriva

    Egle Sommacal

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Dice davvero

Sarebbe divertente se il titolo del nuovo album di Egle Sommacal si riferisse all’assenza della voce. Non che ci si aspettasse qualcos’altro dal ben noto chitarrista che aveva già stupito e fatto breccia con il suo esordio strumentale del 2007, “Legno”, disco molto ispirato e con i virtuosismi a sottrazione di una sola chitarra acustica.

Dà voce, Sommacal, con ben altri mezzi che la voce. Disegna paesaggi esistenziali riuscitissimi con un approccio che per rispetto non ci si dovrebbe limitare a definire minimalista: chitarra elettrica, legni, ottoni.
Ci riesce benissimo, e questa peculiarità viene confermata dal fatto che quando cita le poesie della Dickinson non ha bisogno di parole (“Alcuni Dicono Buonanotte, La Sera” è Some Say Goodnight – at Night). Grazie tante, Egle Sommacal mica è Carla Bruni. Ve li immaginate, i Massimo Volume con Carla Bruni alla chitarra? Se la risposta è positiva, LoudVision vi manderà a casa dei bruti con cinque chiavi inglesi al posto delle dita.

Le atmosfere ragionevolmente cupe ma contrappuntate da ironia non sono che suggerite dai titoli dei brani, tutto il restante lavoro viene fatto dalla musica: sonorità trascinate e trascinanti, al crocevia tra Tom Waits e il bebop si alternano al blues più denso e introspettivo (quello con i testi più intimisti) a brani di una drammaticità lacerante. Senza parole.

Arriva.

Pro

Contro

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