Home > Report Live > Ehi! Negrita

Ehi! Negrita

Diciamoci la verità. Parma potrà anche essere una delle capitali culinarie mondiali (e la è a ben vedere, o meglio, assaggiare), ma stenta terribilmente anche solo a farsi notare nella geografia rock tricolore, schiacciata come è dalla vicinissima Bologna. E ciò nonostante la pregevolissima, unica, iniziativa che va sotto il nome di Onirica. Ma Parma ha una programmazione lirica di tutto rispetto, si potrà obiettare. Vero, verissimo, risponderemo noi. Peccato il venticinquenne sottoscritto manifesti una qualcerta tendenza a preferire sonorità solitamente più dure e sia abituato, da anni, a ingurgitare centinaia di chilometri per assistere ad eventi di respiro nazionale.
Non un gran cruccio, beninteso. Però, però un po’ sì, un po’ orfani lo siamo. Della chitarra elettrica, si intende.

Non stasera: fa tappa anche nel capoluogo ducale l’Helldorado Tour degli aretini Negrita, band assurta alla celebrità in tempi non sospetti con l’aiuto fondamentale di Aldo, Giovanni e Giacomo e ormai forte di 7 album, se escludiamo la raccolta di hit “Ehi! Negrita”. Il Palaraschi risponde presente (avrebbe potuto essere altrimenti?) alla chiamata della Live in Italy, e si presenta gremito (ma non sold out) all’appuntamento coi… 7: una voce, due chitarre, un basso, una batteria, un percussionista e un dj. Giunti a Parma per la terza tappa del tour di promozione dell’ultimo cd “Helldorado”, proprio ad esso affidano il tris di primi: “Radio Conga”, “Il Ballo Decadente” e “Il Libro In Una Mano, La Bomba Nell’Altra” settano il giusto mood della serata, dando al contempo la possibilità di riflettere sui tempi che stiamo vivendo. Leggere i testi per credere. “Bambole” è il primo estratto dagli album precedenti, mentre è “In Ogni Atomo”, da “Reset”, a sancire il definitivo decollo del concerto.

Assistendo a un live degli aretini si nota subito quanto sia soltanto una la figura che si staglia su tutto il resto della band: parliamo di Pau, al secolo Paolo Bruni. Ora introspettivo, ora trascinatore, ora con la chitarra, ed ancora senza, è lui il mattatore del live set. Fosse nato ai tempi di Gattaca, la sua combinazione genetica sarebbe stata quella del frontman. A tratti nuda, a tratti celata dal cappello, è senza dubbio la sua testa l’epicentro dell’universo Negrita.

Sempre Pau ci accompagna in un viaggio che trae a piene mani dall’intera discografia del gruppo (unico cd escluso “Paradisi Per Illusi”) in un costante alternarsi fra adrenaliniche accelerazioni e romantici rallentamenti. Però… quanto è triste vedere la gente sventolare il cellulare, e non più l’accendino?
Il set scivola via fra un omaggio ai Doors (“Peace Frog”), un’irresistibile “Hemingway” e una “Salvation” che decreta la fine della prima parte del concerto. Un reset di breve durata: il bis è dietro l’angolo e “Magnolia”, “Sex” (acclamatissima) e “A Modo Mio” non fanno altro che istigare ulteriore voglia di restare. Accontentati: dopo un’ulteriore pausa i 7 tornano col tris finale costituito da “Cambio”, “Mama Maè” e “Gioia Infinita” ancora da “Helldorado”, LP autenticamente saccheggiato con ben 10 pezzi eseguiti. Forse troppi.

Cala il sipario, il Raschi si svuota. Il classico ingorgo post concerto viene accolto da una Parma ancora una volta uggiosa. Quasi malinconica, stasera.
Qui, qui non è Hollywood

Radio Conga
Il Ballo Decadente
Il Libro In Una Mano, La Bomba Nell’Altra
Bambole
In Ogni Atomo
L’ Uomo Sogna Di Volare
Halleluia
Peace Frog (The Doors’ cover)
Sale
Malavida En Buenos Aires
Notte Mediterranea
Hemingway
Ho Imparato A Sognare
Ululallaluna
Alzati Teresa
Che Rumore Fa La Felicità
Rotolando Verso Sud
Soy Taranta
Salvation

BIS
Magnolia
Sex
A Modo Mio

BIS
Cambio
Mama Maè
Gioia Infinita

Scroll To Top