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Einstürzende Neubauten: Il lamento della guerra a Roma

Blixa Bargeld, Alexander Hacke, N.U. Unruh, Rudolf Moser, Jochen Arbeit. La guerra. Gli archi. Metalli intonati. La caduta. Si potrebbe riassumere così la performance degli Einstürzende Neubauten la sera del 30 novembre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, ma sarebbe fin troppo riduttivo.

La musica della storica band tedesca ha conciliato i migliori sonni della mia infanzia- date pure del criminale a mio padre che me li piazzava a tuono nello stereo, eppure mi addormentavo senza problema alcuno- e ritrovarmela dal vivo, con quei personaggi concretizzatisi finalmente davanti a me (ok, non davantissimo, ché ero in galleria, provincia di inculonia) è stata una cosa difficile da tradurre in parole.

“Lament” è un omaggio alla guerra, un concept album che vuole ricordare a tutti l’esperienza del 15-18, e live, con la carica sonora di tubi metallici, campane, lastre d’acciaio che si amalgamano con le armonie tessute da violini e violoncello, ti spiazza. Ti spiazza la voce di Blixa Bargeld, che è ancora capacissimo di ammaliare l’audience con il suo innegabile carisma e senso dell’umorismo, pure quando, verso la fine dell’esibizione, una caduta imprevista non lo ferma, ma anzi, lo fa procedere con l’esecuzione degli ultimi brani. Alla facciazza di Bono e della sua bicicletta.

Ti spiazza la chitarra che guaisce e si accompagna alle basse frequenze delle percussioni laminari; ti spiazzano i forti riferimenti a Luigi Russolo, l’inventore dell’intonarumori e del rumorarmonium, i primi mezzi con cui si mosse la musica futurista- a cui tanto devono gli Einstürzende Neubauten e sicuramente tanti altri gruppi noise e industrial. Ti spiazza la cornice dell’Aditorium, mai visto così pieno di gente vestita di nero fino ad allora e al contempo perfetto nel rendere giustizia acustica ai pezzi interpretati dall’insieme sul palco. E poi, le teste che si muovono ritmicamente quando, finito il momento più riflessivo, parte “Let’s Do It A Dada”.

Non si può fare altro che augurare una pronta guarigione a Blixa e continuare a tramandare la musica che Edgard Varèse, fosse vivo, apprezzerebbe più di tutte.

 

Setlist:

  1. Kriegsmaschinerie
     
  2. Hymnen
     
  3. The Willy – Nicky Telegrams
     
  4. In De Loopgraaf
     
  5. Der 1. Weltkrieg (Percussion Version)
     
  6. Achterland
     
  7. Armenia
     
  8. On Patrol In No Man’s Land
     
  9. Lament: 1. Lament
     
  10. Lament: 2. Abwärstsspirale
     
  11. Lament: 3. Pater Peccavi
     
  12. How Did I Die?

     ENCORE

  1. Sag Mir Wo Die Blumen Sind
     
  2. Let’s Do It a Dada
     
  3. All Of No Man’s Land Is Ours
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