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    El Ghor

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Dadaismo campano

Un gruppo campano che suona indie-folk lo-fi cantato in francese. WTF?, tanto per usare un meme tipico di Internet.

Eppure, sorpresa sorpresa!, “Merci Cucù” funziona. È un disco lieve e scanzonato, che si regge su cavalcate folk sporcate di chitarre rock, un po’ come facevano (passateci il paragone azzardato e forse non del tutto calzante) i Neutral Milk Hotel su “In The Aeroplane Over The Sea”. A queste si alternano momenti più riflessivi e d’atmosfera, impreziositi da arrangiamenti inusuali di trombe e archi.

La scelta del francese – impossibile non tornare a parlarne – è perfettamente azzeccata, e dona ai pezzi un’aria surreale e vagamente dada. Il rischio di scelte di questo tipo è quello di esprimersi con mezzi non propri e risultare fuori luogo, eppure gli El-Ghor lo scongiurano con facilità irrisoria. Provate ad ascoltare “Monsieur Paul”, primo singolo tratto da “Merci Cucù”, e diteci se non avete voglia di provare anche il resto.

Molti picchi e poche pecche: questo in sintesi è “Merci Cucù”, uno dei dischi italiani più interessanti dell’anno, straripante di personalità e autoironico quanto basta. Applausi per loro.

Pro

Contro

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