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  • Electric Wizard: We Live

    Electric Wizard

    Data di uscita: 26-07-2004

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Stoner doom articolato ed ossessivo

Dopo gli eventi che hanno fatto vacillare questo gruppo britannico, ormai pronto a diventare tra le più importanti band doom metal di sempre, il grido “We Live” suona più reale che mai in queste sei canzoni inedite. Soprattutto contando che così come qui la traccia numero due si intitola proprio “We Live”, nel precedente album sempre la seconda traccia si intitolava “We The Undead”. In qualche modo, eravamo stati avvisati.
Nonostante l’apparente monotonia dei riff, e l’assenza a volte di armonie chitarristiche che riscaldino il suono, i brani sono tutt’altro che ripetitivi. Il loro sound è carico e dilatato, suonano psichedelici e lenti, claustrofobici e diffusi. In “Eko Eko Azarak” ci ritroviamo dentro una lovecraftiana invocazione, un rituale allucinato, nella title track il finale distorto accompagnato da riff pesantissimi ripetuti fino allo stremo creano un effetto di disorientamento che viene accentuato all’inizio di “Flower of Evil a.k.a. Malfiore”, che turbina in un rintronante e trascinato giro di riff lenti accompagnati da una voce lamentosa. Non da poco è l’effetto del sound carico e fitto delle chitarre ritmiche accoppiate con il suono acido di una chitarra solista che gratta, erode, consuma l’orecchio. È un sound figlio di gruppi stoner come i Kyuss, ma qui, applicato al doom in modo competente e abile, raggiunge nuovi livelli in fatto di claustrofobia e originalità. La batteria ripetitiva, in parte ansiogena, crea continuamente con i cimbali e i piatti quel senso di stordimento ottenebrato dal tappeto di chitarre che lascia poco respiro.
Grossa lezione di potenza, tormento e ossessione. Gradito ritorno di questo gruppo inglese che ha superato difficoltà molto insidiose, dimostrando una capacità di reagire che li proietta con una certa sicurezza nel futuro.

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