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Eleganza al centro sociale

Gli Egokid non sono la band che più ci si aspetta di vedere sul palco del CSA Magazzino 47 (concerto trasmesso in diretta su Pop Live). Però il gruppo se l’è cavata. Nonostante il pessimo audio che, su tutto, ha messo in risalto una batteria riverberante e cacciato le chitarre del tutto sotto, la band ha dato il meglio di sé, riempiendo il tutto di eventi inaspettati e inusuali, quali il balletto sculettante del bassista Fabrizio Bucchieri e un sorriso (fugace) del chitarrista Cristian Clemente, che possono essere sfuggiti a chi fissava ipnotizzato la camicia stile orientale di Pardo o le scarpe esemplare unico di Diego Palazzo.

Al di là delle notazioni di colore, il concerto è stata anche una delle prime occasioni per ascoltare il nuovo batterista, Giacomo Carlone che, come suggerisce il cognome, è figlio d’arte. Il ragazzo, nonostante il maglione inguardabile (sempre in tema di futili notazioni sul live), se l’è cavata egregiamente. È preciso e potente.
Gli Egokid hanno eseguito le canzoni del loro ultimo album, “Ecce Homo”, cambiando la metrica di alcune canzoni (di ciò il cantante chitarrista e tastierista Diego Palazzo era assai compiaciuto: «giochiamo a fare i De Gregori», ha commentato poi, ammettendo che invece «Su “Una Vita” mi ero proprio scordato un pezzo di testo!») tra cui “Ragazze + Ragazzi”, cover di “Girls And Boys” dei Blur, presentata come «una nostra vecchia canzone del ’94».

La scaletta si è aperta con “Parabole” per poi toccare ad uno a uno tutti i brani del CD e dare la possibilità al pubblico di ascoltare anche “Uomo Qualunque” in una versione meno gonfiata e più saltellante di quella presente nell’album e un “Non Si Uccidono Così Anche I Cavalli” ovviamente non in duetto con Faust’O, ma con Palazzo (la voce degli Egokid che canta il brano in “Ecce Homo” è Pardo). Chiusura, come sempre, con “Sirene”, brano veramente lirico, e con il consueto abbraccio tra tutti i componenti della band milanese.

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