Home > Recensioni > Elevener: Symmetry In Motion
  • Elevener: Symmetry In Motion

    Elevener

    Loudvision:
    Lettori:

WTF

Prendete Bon Jovi o qualunque altro cantante che fa il bullo spacciandosi per rockettaro, ma che poi in fondo canta il perduto amore e balle varie. Ci siete? Bene. Spompatelo, fatelo diventare il più smielato possibile e sì, avrete ottenuto il frontman degli Elevener, band svedese dai sospetti successi.

Undici pezzi incentrati su faccende quotidiane, sentimentali e relative all’amore in primis, tutte con sottofondo di musica rock melodica abbestia, di quelle da anni Ottanta tamarroni.
Batteria regolare, chitarre elettriche che duettano e talvolta cedono alle lusinghe dei virtuosismi, basso che serve giusto da linea retrostante.
Niente che non sia già stato fatto (e in tempi migliori).

La reazione spontanea che soggiunge all’ascolto del primo minuto del disco è un’espressione agghiacciata che, man mano l’esecuzione procede, peggiora a intervalli temporali sempre minori, finché non ci si ritrova nello stadio di depressione più profonda, seguito dal pigiamento del pulsante “eject”.

Pro

Contro

Scroll To Top