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  • Eli: Darkness Will Fall

    Eli

    Data di uscita: 10-12-2008

    Loudvision:
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Tanto di lei, poco del resto

Il primo anno in cui Maradona giocò nel Napoli, la squadra partenopea si classificò all’ottavo posto in campionato: questo perché, pur vantando il giocatore più forte del mondo, la struttura della squadra non riusciva a reggere il suo gioco.

Elisa Pezzuto, in arte Eli, non è Maradona, ma sussistono delle chiare similitudini tra il suo battesimale ghotic metal ed il primo anno in terra campana del pibe de oro.
La vocalist romana ha indubbiamente una voce top class, molto simile alla fenomenale Tarja Turunen; ma dietro di lei c’è una struttura fragile, che denuncia limiti impossibili da coprire: dalla produzione insoddisfacente al songwriting scialbo e inespressivo (nonostante l’album sia stato scritto da Lars Eric Mattsson). Altra intollerabile pecca di “Darkness Will Fall” è la carenza di energia: causa ne è la volontaria scelta di collocare la musica sempre un passo indietro rispetto alla voce, con la chitarra in cassa integrazione ed una generale difficoltà della melodia a farsi notare. Peraltro non poco spesso capita che il metal si perda per strada e rimanga solo qualcosa di gotico.

La prima parte dell’album si distingue per alcuni arrangiamenti vagamente elettronici, ma è difficile trovare un brano con una spiccata personalità. È tuttavia possibile salvare dalla coltre di piattume “Back To Your Grace”, un racconto che presenta una melodia vincente, capace di supportare il canto.

Sebbene Elisa Pezzuto sia un’interprete coi fiocchi, relegare il suono ed ogni altro componente che rende grande un album al mero ruolo di comprimario, è un lusso che nessuno può concedersi. Per tali motivi il lavoro è “rimandato a settembre”, mentre promosse sono le qualità dell’interprete principale. Ma cui prodest?

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