Home > Recensioni > Elio E Le Storie Tese: Esco Dal Mio Corpo E Ho Molta Paura

Il Signore non vi deve mai lasciare in pace

Escono dal loro corpo, oppure vi rientrano e si trovano perfettamente a loro agio? Delle due, noi crediamo più alla seconda… e sono tutti gli altri a dover avere paura!

In questa raccolta di inediti provenienti dall’adolescenza della band, suonati per l’occasione praticamente dal vivo di fronte a un piccolo pubblico, gli eroi milanesi tornano a un passato senza compromessi, rievocano l’ispirazione pura dei primordi e dimostrano ancora una volta l’importanza del cabaret nella propria formazione, proprio nel momento che li vede assurgere a uno status tale da portarli a breve anche al Festival di San Remo.

“Esco Dal Mio Corpo E Ho Molta Paura” è l’anello di congiunzione tra un concerto e una serata allo Zelig: da una parte l’ispirazione progressive che rende gli Elii il gruppo demenziale più musicalmente colto del suolo nostrano, dall’altra la sfrontatezza verbale e concettuale, che ora assume spesso le vesti della parola e del racconto, stabilendo un ben più solido rapporto con il pubblico. Per via della natura stessa di raccolta, qui abbiamo diciotto singoli pezzi senza i giochi e gli intermezzi a cui eravamo abituati, un tesoro davvero ricchissimo, che va dalla blues suite che narra le epiche gesta di Addolorato alle schegge iconoclaste di “Unanimi” e “Faro”, dall’hard rock vibrante e contaminato di “Ocio Ocio” all’arguta critica sociale di “(Gomito A Gomito Con L’)Aborto”.

Nell’ottica della genuinità formale e concettuale, nonché dell’efficacia musicale e comunicativa, “Esco Dal Mio Corpo E Ho Molta Paura” costituisce probabilmente la più alta testimonianza della genialità di una creatura che, per la viltà del legame materiale e gli inevitabili compromessi sociali, ha cominciato a perdere un pizzico della propria essenza nel momento stesso in cui l’ha fissata su disco.

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