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Elio E Le Storie Tese: Gattini

Grandi classici per orchestra da camera

Un greatest hits per festeggiare i venti anni di carriera se lo concedono in molti. Quello che molti non si possono concedere, invece, è di reinterpretare i propri pezzi, questa volta con l’ausilio di una vera e propria orchestra. Quasi nessuno, poi, si può sognare di riuscire, dopo così tanti anni, a ricreare la stessa magia, lo stesso trasporto, la stessa genialità, arricchendo anzi i quattordici brani, tratti quasi uniformemente da tutta la propria carriera, di arrangiamenti ancora più minuziosi e nuove intuizioni ironiche.

Si perde nella memoria l’elenco di operazioni nostalgiche di questo tipo, regolarmente tramortite da iper-produzioni, rielaborazioni moderniste e in generale un taglio troppo netto col passato riportato a galla. Non è questo il caso degli Elii, che invece riescono a nobilitare i propri capolavori con un lavoro orchestrale che fiorisce sullo sfondo ed eleva musicalmente persino i pezzi più giocosi come “Nella Vecchia Azienda Agricola”. Lo stesso impianto lirico che tutti conoscono a memoria rimane in gran parte invariato, non fosse per il fatto che “il visagista delle dive, adesso è un altro”. E con lui sono cambiati quei piccoli particolari da Settimana Enigmistica che divertiranno i più attenti ai testi.

A questo aggiungiamo un discreto inedito – “Storia Di Un Bellimbusto” – e una commovente “Shpalman” in versione romanza da salotto, in cui uno struggente piano accompagna la voce di Max Pezzali. La conferma odierna che gli Elii hanno ancora oggi l’inventiva per migliorare se stessi nei modi più impensati. E apprezzabili.

È possibile con un greatest hits migliorare i pezzi originali? Generalmente no. Ma se hai il monosopracciglio e senti un rumore di gattini che corrono sul tuo prato, allora tutto è possibile!

Pro

Contro

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