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Elisa: “Diari Aperti” è una riscoperta delle cose importanti”

Una delle voci italiane, forse l’unica meravigliosamente poetica, è Elisa Toffoli. A distanza di due anni l’artista torna con un nuovo lavoro dal titolo “Diari Aperti” (in uscita 26 ottobre per Universal) dove decide di mettersi a nudo.
Di mostrare al mondo intero quanto è bello essere fragili, che la fragilità non va nascosta ma condivisa con chi ci sta attorno, come una normale emozione.

Prodotto dalla stessa cantautrice con Andrea Rigonat e Taketo Gohara, il disco uscirà nelle versioni Cd, Lp e in digitale. Tra gli autori anche Davide Petrella (testo e musica di “Tua per sempre”), Francesco “Katoo” Catitti (produzione di “Tua per sempre” insieme ad Elisa, Andrea Rigonat e Taketo Gohara) e Cheope e Federica Abbate (con Elisa nel testo di “Vivere tutte le vite”). L’abbiamo incontrata negli studi Universal Music di Milano per scambiare due chiacchere e farci raccontare il nuovo album.

Un lavoro che trova la sua origine nell’introspezione, di cui ne va fiera: “Mi sono chiesta cosa volessi esprimere. Ho rinunciato all’inglese con fatica, è stato doloroso perché avevo tantissime canzoni pronte. Non le ho incluse in questo disco perché temevo fossero percepite come fuorvianti. Così ho scelto un filone unico: raccontare i sentimenti e l’emotività. Il centro dell’album ruota attorno a canzoni come “Quelli che restano”, “Fragile”, “Promettimi”, nate tutte nello stesso periodo. Avevo estremamente paura di essere pensante perché parlo molto di me (ma ormai lo scoprirò appena esce, ride – ndr)”.ht_elisa_toffoli_4_

Su Fragile commenta: “È terapeutico e importante dire la verità. La musica deve essere scambio, deve poter scuotere, inquietare. Ha dei poteri ampi. La fragilità è un argomento delicato, difficile da trattare, non se ne parla volentieri, non si ammette facilmente la propria fragilità. In questo periodo storico, poi, ritengo sia pericoloso negarla: tanti aspetti di debolezza umana vengono occultati o negati. È pericoloso perché ci lascia soli, non ne parliamo con nessuno. Questa solitudine diventa sempre più comune e tende a radicarsi nelle persone, perché poi nel momento in cui viene fuori si trasforma in qualcosa di poco piacevole.

Elisa ci confessa anche la sua stima per “artisti del momento” come Cosmo, Calcutta, Motta, Coma Cose: “Questo tipo di musica italiana per me è stata una linfa. Non sentivo musica così bella da un bel pezzo, ne percepisco l’autenticità dentro la canzone. La stessa sensazione l’ho provata quando sono usciti Tiromancino, Max Gazzè, Silvestri. Ovviamente i linguaggi sono diversi. Io mi esprimo a mio modo, non ho un gergo giovanile, non lo avevo nemmeno a vent’anni”. Non a caso, il bellissimo ed emozionante brano “Se piovesse il tuo nome” vede le firme di Calcutta, Dario Faini (Dardust) e Vanni Casagrande, nomi di primissimo rilievo dell’attuale scenario autoriale.

Insomma, un disco di tutto rispetto, proprio quello che ci aspettavamo da un’artista come lei, degna del “Si” di Francesco De Gregori scelto come compagno nel brano “Quelli che restano”: “Per me era impensabile collaborare con De Gregori. Ho passato una settimana a trovare il coraggio di mandargli una mail. Avevo paura di apparire presuntuosa, ho riscritto il messaggio tantissime volte. Mi sono sentita come se avessi vinto alla lotteria. Stento ancora a crederci.

Per un album così introspettivo ha scelto il teatro come palcoscenico: “Mi sembrava fosse il contenitore più adatto a un album del genere. Al teatro ti senti più avvolto nella musica, rispetto ai Palasport. Ti dà modo di fare introspezione. Sentivo la necessità di mettermi in gioco senza avere strumenti di supporto. Lì ci sei tu e la tua voce. Il teatro per me vuol dire profondità. Mi dirà chi sono, anche dal punto di vista artistico“.

Le date del tour:

18 marzo Firenze (Teatro Verdi), 21 marzo Bari (Teatro Team), 25 marzo Catania (Teatro Metropolitan), 27 marzo Roma (Auditorium Parco Della Musica), 30 marzo Napoli (Teatro Augusteo), 3 aprile Milano (Teatro Degli Arcimboldi), 6 aprile Torino (Auditorium Del Lingotto), 12 aprile Padova (Gran Teatro Geox), 15 aprile Parma (Teatro Regio), 16 aprile Brescia (Gran Teatro Morato), 19 aprile Trieste (Teatro Rossetti), 23 aprile Reggio Emilia (Teatro Romolo Valli), 26 aprile Bergamo (Teatro Creberg), 29 aprile Cesena (Nuovo Teatro Carisport), 2 maggio Bologna (Europauditorium), 9 maggio Saint Vincent (Ao) (Palais), 14 maggio Genova (Teatro Carlo Felice).

 

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