Home > Interviste > Elisa Rossi: “Vi racconto l’Eco della mia anima” [INTERVISTA]

Elisa Rossi: “Vi racconto l’Eco della mia anima” [INTERVISTA]

Il 25 novembre è uscito per l’etichetta “IndieSoundBetter” il nuovo EP di Elisa Rossi, “Eco”, un lavoro molto intimo, che ci proietta per mezzora in un mondo di zen, pace e intimismo interiore. Ma l’autrice sarà davvero così “pacata”, “meditatrice” e intimista? Abbiamo deciso di scoprirlo scambiando quattro chiacchiere con lei, e il risultato ci ha davvero stupiti. Elisa Rossi, la “mamma cantante” così denominata durante la sua edizione del talent, ha grinta da vendere, è un fiume in piena di argomenti, battute, analogie con colleghi musicisti e artisti a tutto tondo, un rubinetto di sapere che si apre nelle risposte prima ancora che finiscano le domande. E’ così chiaro che la scrittura è il vestito che meglio le si cuce addosso, e lo sa bene anche lei avendo fatto convergere tutte le sue energie nello studio delle arti sin dai suoi esordi, perchè la musica è un mestiere che non si fa a cuor leggero.

Ciao Elisa, rompiamo subito il ghiaccio in modo “leggero”: abbiamo letto di te una battuta fatta durante i casting di “X Factor”, ti cito: “Una volta ad un provino mi hanno chiesto di raccontare qualcosa di divertente nella mia vita ed io ho risposto che la mia vita non ha nulla di divertente da raccontare.” E’ ancora così?

Sì, era legata ad un episodio, non so bene cosa fosse successo, un periodo storico lavorativo non proprio felice. Adesso invece sono felice ed appagata, quindi adesso rido.

Durante quella esperienza era evidente che Morgan puntava molto su di te, diciamo che da lì in poi la tua vita ha subito una bella scossa, l’arrivo di Geremia, l’inizio del “fare musica sul serio”, i tuoi primi album autoprodotti…

In realtà è arrivato Gioele, Geremia c’era già (ndr: ride sul serio). Dopo X- Factor c’è stato “Hair” un musical, esperienza formativa al massimo per me dal punto di vista professionale, mesi in tournèe, impegnativi ma bellissimi. Poi c’è stata l’autoproduzione del primo disco, poi lo stop di un anno e mezzo dopo il secondo disco. Mi chiedi il perchè? Beh perchè mi sentivo delusa dall’ambiente di lavoro, non vedevo granchè prospettive di espressione, è un mestiere strano, sa darti tanto ma toglierti anche di più.

La vittoria del premio “Daponte”, riservato alle donne cantautrici, è stata un’altra bella scossa nella tua carriera, segue la pubblicazione di “Eco”, l’EP di cui a breve parleremo, ha aperto una nuova parentesi musicale?

Lo slancio, dopo i due anni di fermo di cui ti ho appena parlato, è stato dato proprio dalla partecipazione e vittoria del concorso “Bianca D’Aponte”, concorso a cui non volevo nemmeno partecipare. So che può sembrare un clichè di ogni vincitore “io lì non ci volevo neppure venire, ci sono finito per caso”, ma è andata davvero così: Ivan Puleo, che si occupava allora del mio management, mi ha fortemente motivata, complice il periodo storico in cui stavo iniziando ad approcciare con la mia nuova (ed attuale) etichetta, la Indie Sound Better, ci fu uno scambio di mail con una collaboratrice della casa discografica con cui ci demmo appuntamento proprio al contest per conoscerci. Insomma, ragione in più per non mancare. “Eco” è legato particolarmente al ricordo di Ivan Puleo, così come l’eco è il filo conduttore dei brani, è la necessità di gridare fuori la voce, come quando ti trovi in un giardino e ti viene da urlare dapprima il tuo nome.

Ci siamo, parliamo adesso di “Eco”, che tu hai già anticipato precedendo la mia domanda, è uscito il 25 novembre per “IndieSoundBetter”, è un Ep con 7 canzoni, genere Dream Pop, e metti in scena l’Eco dei tuoi pensieri, che tenta di propagarsi ed arrivare fino a noi?

Si lo so, sono un fiume in piena, ma è così quando ami ciò che fai, non smetteresti mai di parlarne. Comunque la realtà è che vorrei che arrivasse molto di più, mi piacerebbe che le piccole etichette avessero più spazio nel panorama musicale. Noi stiamo lavorando al massimo e sappiamo di aver lanciato un ottimo prodotto, certo se ci fosse più apertura anche dalle radio sarebbe ancora meglio.

Diodato, lo ringrazi pubblicamente sui tuoi social per il suo contributo essenziale alla chiusura di questo nuovo progetto musicale, quale consiglio hai fatto così tuo da poterlo usare come mantra nel tuo futuro da artista?

“Di non aver paura”. Mi ha semplicemente detto di scegliere poche cose, ma farlo con convinzione.

elisa-rossi-coverUna cosa mi ha molto colpita, il video di “Da quì”, dove possiamo vederti impegnata in una performance alla Abramovic, tenti di restare imperturbabile di fronte alle sensazioni dei tuoi interlocutori, delle loro espressioni e mimiche, ma alla fine lasci loro alla loro imperturbabilità e tu ti alzi ad urlare la tua canzone. Chi è stato il tuo “Ulai”?

Nel video io cerco di farmi sentire da loro ma alla fine mi ritrovo di fronte a me stessa, quindi sì, direi che il mio Ulai non è alcun ex, ma semplicemente la parte illuminata di me stessa.
Sai, è bello che ti abbia colpita proprio quel video, lo porto nel cuore anche io perchè mi ha insegnato una cosa che ignoravo fosse così difficile fare: reggere lo sguardo degli altri. Ho visto persone piangere, altre arrossire, altre chiaramente ridere, un po’ come quando fai il gioco del silenzio alle elementari, ma ogni singola loro reazione, mi ha regalato qualcosa.

Quanto spazio c’è per le donne nel mondo del cantautorato?

In realtà, è difficile proprio il mestiere del cantautore, per le donne lo è dieci volte di più. Non ti so dire il perchè, ma ho la sensazione che la donna debba sempre dimostrare di più.

Raccontare se stessi per raccontare gli altri”, questa frase pare possa racchiudere bene la tua scrittura e le tue canzoni, molto introspettive e autobiografiche. E’ una linea guida del tuo lavoro fino a qui, in futuro pensi di poter cambiare anche linea e parlare del mondo, o punterai sempre a scoprire te stessa attraverso i tuoi testi?

Non lo so, per ora già aver raggiunto un buon grado di conoscenza per me è un gran passo. Se la mia emotività coinvolgesse anche gli altri non potrei che esserne felice.

 

Nel frattempo, vi ricordiamo l’appuntamento live con Elisa Rossi questo venerdì 13 gennaio al Goganga di Milano.

Scroll To Top