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Elizabeth Banks presenta Pitch Perfect 2

Per il sequel del fortunato “Pitch Perfect” (2012, distribuito in Italia con il titolo “Voices”), teen-movie sul mondo del canto a cappella, Elisabeth Banks arriva a Roma con il marito e co-produttore del film Max Handelman.

Del cast fanno parte Anna Kendrick (che torna nei panni della protagonista Beca), Hailee Steinfeld, Rebel Wilson, Brittany Snow, Hana Mae Lee, Alexis Knapp e Anna Camp. Il film sarà nelle sale dal 28 maggio.

Elizabeth Banks, in qualità di attrice (suo ancora una volta il piccolo ruolo della commentatrice Gail), produttrice e regista (debuttante) racconta l’entusiasmo dietro allo sviluppo del progetto.

Elisabeth Banks: È stato incredibile mostrare i talenti di queste donne straordinarie. Amo far ridere la gente, ed è naturale per me lavorare nella commedia. Sul set ho cercato di creare un ambiente familiare e spontaneo, che lasciasse anche spazio all’improvvisazione, cosa in cui Rebel Wilson (l’irriverente personaggio di Ciccia Amy, ndr) è superlativa. La vita è divertente, per me è importante mostrarlo. Il messaggio del film dopotutto è: fai qualsiasi cosa ti renda felice!

“Pitch Perfect” ha avuto un gran successo, ve lo aspettavate?

E. Banks: Non avevamo grandi aspettative su questo sequel. Volevamo fare un film su un gruppo di cantanti a cappella. Ma è stato sorprendente vedere quanto il pubblico abbia amato le Bellas.

Max Handelman: Abbiamo realizzato un film con protagoniste diverse, di varie etnie, ma con in comune la passione per il canto. Questo ha entusiasmato il pubblico, e ha fatto sì che simpatizzassero profondamente con i personaggi.

Avete mai pensato di estendere “Pitch Perfect” al piccolo schermo?

M. Handelman: Grazie al potere della musica, sì, il nostro sogno sarebbe proprio quello di estendere il successo delle Bellas. Ma per ora siamo concentrati sul presente e l’accoglienza che riceverà “Pitch Perfect 2″. Per il futuro staremo a vedere!

Nel sequel si rafforza ancora di più ed emerge il legame tra le Bellas. Elizabeth, da dove hai tratto spunto?

E. Banks: Ho fatto parte di una sorellanza al college, la Tri Delta, e questo mi ha aiutata nella realizzazione del film. È stata un’esperienza a cui devo gran parte della mia formazione. L’adolescenza è un periodo nel quale cerchi di capire chi sei, ma soprattutto chi sarai. Questo ho cercato di fotografare tramite il film. Il legame con le vecchie Bellas, poi, rappresenta anche il mio ruolo per questo film. Mi sono ispirata a tante registe donne venute prima di me, e spero a mia volta di essere d’ispirazione per altre donne nel mettersi dietro la macchina da presa.

Perché scegliere un tema come il canto a cappella?

E. Banks: Lo stile di canto a cappella è un’espressione artistica molto intensa perché utilizza solo la voce del cantante, che così può essere adattata a ogni epoca e ogni genere musicale. Tant’è che finalmente è stato concesso ai gruppi di interpretare canzoni pop. Una delle cose che tra l’altro volevamo mostrare in questo sequel è l’incredibile arte del beatbox, aspetto molto ricco del canto a cappella, che richiede tanto esercizio, e tramite il quale si possono inserire le sonorità più disparate.

M. Handelman: Sicuramente il genere del canto a cappella è più diffuso in America rispetto all’Italia. Ma il successo di “Pitch Perfect” non è legato a questo, bensì all’impegno di un gruppo di donne che vogliono partecipare a un concorso internazionale. In effetti potrebbe essere qualsiasi altra cosa: la boxe, il calcio… Il film parla dell’impegno, della passione e della volontà che un gruppo di persone mette, a volte in modo ossessivo, per raggiungere insieme un obiettivo.

Foto: facebook.com/PitchPerfectIT

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