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Eluveitie: L’ispirazione e la natura

Ci troviamo a tu per tu con Anna degli Eluveitie, la quale ha modo di aiutarci a saperne di più del concept di “Evocation I – The Arcane Dominion”, nuovo disco della band svizzera caratterizzato da sonorità totalmente acustiche e, soprattutto, maledettamente folk. Buona lettura!

Ciao! L’ultima volta che siete passati in Italia è stato coi Kreator: una bella esperienza?
È stato grande! Ci siamo divertiti è il pubblico italiano è stato caloroso, come sempre.

Con “Evocation I – The Arcane Dominion” abbiamo un album acustico, centrato sugli strumenti tradizionali. Le canzoni sono state scritte molto tempo fa?
No, non molto. L’idea era nell’aria da diverso tempo e così pure la struttura di alcune canzoni, ma il processo di songwriting è cominciato solo durante lo scorso anno.

Cosa si intende per “Arcane Dominion”?
La cover del disco già esprime il concetto di “Arcane Dominion”: Cernunnos simboleggia il potere della natura, la forza della vita nella sua inviolabile sovranità. In fin dei conti, la natura esercita un dominio assoluto e senza condizionamenti su di noi. Questo dominio tuttavia non è come quello degli uomini, non è una dittatura. È questo che intendiamo: un dominio sovrano, irrefutabile e impetuoso, ma allo stesso tempo sottile, gentile, silenzioso e arcano. Questo è ciò di cui parla la traccia “The Arcane Dominion” che contiene un breve passaggio parlato estratto da un originale testo gallico scritto circa 2000 anni fa, il quale più o meno recita così: “Qui comincia il santuario della foresta. Benvenuti! Che possiate trovare la guarigione”. A parte questo, l’intero disco è dedicato alla mitologia gallica, è un viaggio all’interno dell’anima dei celti. Quindi, ecco il perché del termine “evocazione”, dai testi deriva l’evocazione del dominio arcano.

Ci introdurresti i momenti più significativi di “Evocation I”?
Tutto su “Evocation I” è caratteristico. È possibile notare l’atmosfera oscura che permea l’intero disco, soprattutto nelle tracce “Sacrapos”, Dessumiis Luge” o “Gobanno”. Alcuni testi sono di natura negativa, contenendo maledizioni contro i romani e altre parole magiche. Un’altra cosa che per noi era importante era creare un cd di folk “moderno”. Ci sono un sacco di gruppi folk e non vogliamo ripetere quanto già esiste bensì creare qualcosa di nuovo, aggiungendo elementi ed effetti non tipici di un normale disco folk.

Come vi è possibile utilizzare per i testi la lingua gallica, che è scomparsa da molti secoli?
Non è difficile come sembra. Ci procuriamo testi antichi o parti di essi e lavoriamo all’interpretazione insieme a scienziati che meglio di noi sanno ricostruire una certa pronuncia o il significato di determinate frasi. Certo non possiamo ricostruire un quadro completo di questa lingua, scomparsa dall’uso da così tanto tempo.

Su “Evocation I” le voci femminili sono predominanti. Sei tu che canti, insieme a Mari?
Sì. Io sono la voce principale, Mari e Chrigel hanno un ruolo secondario in alcuni brani.

Quali musicisti hanno collaborato con voi per questo disco?

Alan dei Primordial, Oliver Sa Tyr dei Faun, Fredy Schnyder dei Nucleus Torn, Mina the Fiddler (ex Brana Keterna) e Sarah Wauquiez (ex Eluveitie).
[PAGEBREAK] Il dio con le corna Cernunnos è sulla copertina del cd, ma l’ho visto anche sulle cover di alcuni dischi dei Korpiklaani. Possibile che queste tradizioni etnico-religiose siano estese dalla Svizzera alla Finlandia?
Cernunnos sulle copertine dei Korpiklaani? Mi suona strano, ma non ho nessuno dei loro dischi. Mi appare comunque curioso che questo personaggio sia parte della loro tradizione. Forse, essendo la Finlandia un paese pieno di alci, anche loro hanno un creatura mitologica simile. Proprio non lo so.

Avete partecipato a tour con importanti band folk-pagan metal come Finntroll ed Equilibrium. Secondo te, quali sono le differenze tra il loro “uso” dell’elemento folk e il vostro?
Noi usiamo strumenti veri, non tastiere. A mio modo di vedere, questa è una grossa differenza.

Quali sono le principali fonti di ispirazioni di Chrigel?

Ovviamente la maggiore ispirazione è costituita dai pensieri e dalle sensazioni al momento della scrittura. Ci sono poi la mitologia, la storia e la natura celtica. Il momento psicologico individuale è pure importante. Credo alla fine che l’ispirazione sia qualcosa che ti arriva, come ha detto Chrigel una volta mentre era andato a passeggiare guardando la natura e pensando ad alcune cose.

Come mai la vostra presenza nel bill statunitense del PaganFest è stata rimossa? La dichiarazione ufficiale non è affatto chiara.

Alcuni problemi ci hanno reso impossibile andare in tour, ma non è stata colpa nostra. Amiamo suonare in tour, è l’unica cosa che vogliamo fare. Speriamo quindi di farcela e tornare in autunno.

In questo ipotetico tour autunnale, dunque, suonerete i nuovi pezzi acustici?
Non c’è nulla di chiaro o confermato in proposito, ma ci stiamo lavorando. E poi sì, potremmo suonare alcuni dei nuovi pezzi acustici, sarebbe un’ottima cosa farlo.

Se questo è il primo (I) “Evocation” a quando il secondo? Oppure, perché non avete fatto un doppio cd?

Anche in questo non c’è nulla di pianificato, ma la nostra priorità ora è pubblicare un nuovo disco metal.

Tre dischi (“Spirit”, “Slania”, “Evocation I”) in poco più di tre anni. Non male! Qualcosa di nuovo è già in vista?
Be’, “Evocation I” è la nostra pubblicazione del 2009! Credo che entro fine anno cominceremo a lavorare sulla prossima release.

Dopo aver salutato Anna ed averla ringraziata per la sua disponibilità, possiamo metterci dunque comodi ad aspettare il nuovo disco e il nuovo tour degli Eluveitie, tanto c’è l’ottimo “Evolution I” a rubare la nostra concentrazione!

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