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    Elya

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Classicità italiana proveniente dall’Abruzzo

Elya, giovane cantautore abruzzese, è giunto al suo secondo lavoro avvalendosi della prestigiosa produzione di Fabio Pignatelli, già membro dei Goblin. 6 brani di pop-rock semplice, essenziale e diretto, nella migliore tradizione della musica leggera italiana. La grinta che emerge da questo breve lavoro è molto intensa e sfacciata, senza far perdere di vista anche l’intimismo e le melodie accattivanti che si trovano in alcuni episodi dell’album (“La Luna Ora Lo Sa” su tutte). Disco ben fatto e ben prodotto, non innova e non inventa nulla ma dimostra tanta bravura nella composizione e tanta, tantissima voglia di fare. In questi tempi ciò è oro.

Partiamo dalla fine. “Quanto T’Amo”, cover di Johnny Hallyday scritta da Bruno Lauzi, è struggente e perfetta come chiusura. Ci lascia bene ma al contempo ci lascia con un po’ di amaro in bocca, con qualche lacrima, segno che si può ancora colpire l’ascoltatore. Colpire come fa l’apertura e title-track ma in senso diametralmente opposto, cattiva, dura e accattivante, con un ritornello che difficilmente passa inosservato. Interessantissima la presenza di “Incanata”, rivisitazione moderna di un canto popolare della zona aquilana realizzata a 6 mani da Elya, Pignatelli e Ferroni molto coinvolgente ed intimistica. In bocca al lupo.

Pro

Contro

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