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  • Elysian Blaze: Levitating The Carnal

    Elysian Blaze

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The Sixth Sense

Seconda ristampa voluta dalla Osmose Production per il disco “Levitating The Carnal” del 2006.
Gli Elysian Blaze sono riconoscibilissimi sin dal primo ascolto perché costringono l’ascoltatore ad alzare di parecchio il volume delle casse, e anche una volta girata la manopola, la musica dà sempre l’idea di provenire dalla stanza accanto.
L’acustica è così profonda da essere paragonabile a quella di una cattedrale; per quel che riguarda la produzione invece un aggettivo calzante potrebbe essere “infima” anche se, in questo caso, è resa volutamente tale. Durante l’ascolto sembra di addentrarsi nella soffitta polverosa di qualche vecchia casa dalle assi scricchiolanti, di quelle da film horror anni ottanta, con voci spettrali e cori agghiaccianti pronti a far accapponare la pelle. Tutto sembra tendere ad un livello di percezione altro, quasi ultraterreno: gli strumenti suonano lontani e la musica è carica di malinconia frammista a disperazione.

Il pianoforte ha la capacità di riportarci con i piedi per terra: il suo suono (pur sempre inquietante) spicca rispetto al resto e ci accompagna anche nei tempi più sostenuti, con una chiarezza tanto spaventosa quanto ammagliante. Proseguendo nell’ascolto poi gli strumenti sembrano di volta in volta alzarsi o abbassarsi di volume e la sensazione è esattamente quella di cambiare continuamente la prospettiva uditiva e trovarsi a vagare di stanza in stanza alla ricerca dell’origine della musica.

La reazione di fronte a questo insieme di suoni complessi e intricati è variabile e oscilla tra il subitaneo rapimento estatico e il “ma cos’è, registrato con il microfono della Chicco?”.
Le persone dotate di una certa sensibilità musicale propenderanno per la prima.

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