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Emergenza Cultura: Dal MovEm un grido d’allarme per il futuro

Era annunciato: nella Villa degli Autori il MovEm09, Movimento Emergenza cultura spettacolo lavoro, mercoledì scorso ha voluto denunciare la situazione a due mesi di distanza dalle proteste a Montecitorio contro i tagli al FUS.

Il FUS, istituito attraverso nel 1985, disciplina gli interventi dello Stato allo spettacolo per fornire sostegno finanziario ad enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese operanti in tutti i settori artistici, tra cui ovviamente rientra il cinema. La pietra dello scandalo è la scure di Tremonti sul Fondo: 378 milioni di Euro stanziati per il 2009 (previsti in precedenza 563M), 400 milioni per il 2010 (previsti 563 M), e 307 milioni per il 2011 (invece di 511 M).

Della cifra che pertiene al 2009 solo 69 milioni sono destinati al FUS cinema sotto forma di contributi sugli incassi e sul fondo per le attività cinematografiche.

La manovra tritatutto ha ovviamente riscontrato dissensi in modo trasversale tra tutte le categorie coinvolte, e le ragioni esposte hanno fondamenti forti. Il settore è da sempre trainato da un finanziamento pubblico. Venendo a mancare questo elemento, il rischio evidenziato con forza dal movimento in una conferenza alla Villa degli Autori mercoledì scorso è di una progressiva privatizzazione dei saperi e la mercificazione della cultura.
Ma è anche la condizione di circa 250.000 professionisti del settore, per la maggior parte precari, ad essere messa in discussione dalla prospettiva di questi tagli. Il movimento richiede al governo uno sforzo di entità maggiore nel lungo termine, lungimirante nell’alimentare la credibilità di un insieme di professionisti che hanno nel loro portfolio competenze e qualifica, ma che si ritrovano nella condizione di incertezza e svalutazione economica delle loro mansioni.

Una risposta ai tempi della crisi non è certo una semplice crivellata di tagli, né un’elemosina nel momento della trattativa. Nei giorni successivi alla Mostra il MovEm promette ulteriori appuntamenti a rinforzo dell’incontro veneziano, che tra le presenze illustri ha visto anche il direttore Marco Müller.

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