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Emmy Awards 2011: Rivoluzioni e conferme

Non parliamo mica dei nostri vecchi Telegatti. Gli Emmy sono riconoscimenti importanti per lo show-business americano almeno quanto gli Oscar. Basta dare un’occhiata al red carpet della notte scorsa: le serie televisive americane pullulano di star sia nei ruoli principali che in brevi cameo e possono contare su una qualità di scrittura e una capacità produttiva che non ha nulla da invidiare al cinema. Anche la cerimonia di quest’anno, tenutasi al Nokia Theatre di Los Angeles il 18 settembre, è filata liscia secondo le previsioni ma non sono mancate le sorprese.

Martin Scorsese ha conquistato il premio per la miglior regia per l’acclamato “Boardwalk Empire“, ma è ancora “Mad Men” a portarsi a casa, per il quarto anno consecutivo, l’Emmy come miglior serie drammatica. A bocca asciutta Jon Hamm e Michael C. Hall, alias i trendissimi Don Draper e Dexter, così come Hugh Laurie (“House”) e lo scorsesiano Steve Buscemi: miglior attore drammatico è Kyle Chandler per la stagione conclusiva di “Friday Night Lights“, cui è andato anche il premio per la miglior sceneggiatura. Tra le attrici trionfa, come da copione, Julianna Margulies per “The Good Wife“, ma solo perché “Damages” è iniziato in ritardo e Glenn Close non era eleggibile. In lizza c’era anche Kathy Bates, ma “Harry’s Law” non ha entusiasmato praticamente nessuno. Peccato per le attrici di “Mad Men”, abbonate alle nomination ma sempre sconfitte: Elizabeth Moss e la favolosa Christina Hendricks, quest’ultima battuta come non protagonista da Margo Martindale per “Justified”.
Delusione anche per la serie cult dell’anno “Game of Thrones“, il cui l’unico Emmy va all’attore non protagonista Peter Dinklage, mentre “True Blood”, nonostante lo straordinario successo, non era scandalosamente in lizza per nessun riconoscimento.

Rivoluzione assoluta, invece, in campo comedy series: “Glee”, “30 Rock” e “The Office” cedono il passo in favore di “Modern Family“, che stravince come miglior serie comica, regia, script e attori non protagonisti, Julie Bowen e Ty Burrell. Miglior attrice è la strepitosa Melissa McCarthy di “Mike & Molly“, che abbiamo appena visto al cinema ne “Le Amiche Della Sposa”: era la damigella grassa e sboccata che nasconde sotto i chili di troppo l’identità di un formidabile agente segreto. Se Edie Falco (“Nurse Jackie”) e Tina Fey (“30 Rock”) sono già state abbondantemente celebrate in passato, non resta che augurare in bocca al lupo per il prossimo anno a Laura Linney, emozionante e spigolosa in “The Big C”. L”Emmy per il miglior attore comico è andato a sorpresa a Jim Parson per “The Big Bang Theory“, ma Steve Carell (“The Office”) può consolarsi con il grande successo al cinema di “Crazy, Stupid, Love”.

Non ho ancora visto “Downton Abbey“, premiato come miglior miniserie, regia, sceneggiatura ed attrice non protagonista alla leggendaria Maggie Smith, ma dubito possa essere superiore al lavoro magistrale, per ricostruzione ambientale e realismo del dettaglio psicologico, che Todd Haynes ha fatto in “Mildred Pierce“. Probabilmente hanno pesato i modestissimi ascolti, ma è indubbio che “Mildred” fosse troppo sofisticato e complesso persino per gli alti standard televisivi della HBO ed ancor più per i canoni dell’Academy of Television Art and Sciences. Con le unghie e con i denti, i magnifici Kate Winslet e Guy Pearce hanno comunque trionfato come miglior attrice e migliore attore non protagonista, mentre altri riconoscimenti sono andati alla colonna sonora, alla scenografia ed al cast.
L’Emmy come migliore attore protagonista è stato invece assegnato a Barry Pepper per “The Kennedys“.

L’intera lista dei vincitori si può consultare al seguente link: http://www.emmys.com/sites/emmys.com/files/63rdPrimetimeEmmyWinners.pdf

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