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Emozioni inossidabili

Stasera siamo tutti al Magnolia per un motivo ben preciso. Il motivo in questione porta il nome di Greg Dulli.
Già leader degli Afghan Whigs quando il grunge innondava la nostra sazietà musicale, ora porta avanti la sua indole vellutata grazie ai Twilight Singers, ormai giunti al loro quinto album con la fresca pubblicazione di “Dynamite Steps”.

Quando scriviamo che ci sono tutti, intendiamo proprio tutti. Tra il pubblico presente che aspetta l’ingresso di Greg sul palco è un piacere riconoscere i volti familiari dei componenti di alcune band italiane rinomate. I due allegri ragazzi morti Enrico e Davide, gli Zen Circus e i Pan Del Diavolo. Per non parlare di Giorgio Prete, batterista degli Afterhours, gruppo che inevitabilmente richiameremo più avanti.

Il Magnolia è uno dei luoghi musicali che cercano di resistere ai virus colpevoli, ultimamente, della chiusura di molte location milanesi. La parte estiva è senza paragoni mentre il tendone invernale risulta un po’ stretto per serate pre-estive come questa e per eventi di richiamo come il concerto dei Twilight Singers. I seguaci di Greg si accalcano anche nel lato destro del tendone lasciato in parte aperto per offrire una vista accettabile anche ai ritardatari.

L’effetto fumo sul palco e le luci rosse taglienti come il sound Twilight si scuotono all’arrivo della band. Inizia un concerto che sarà più un viaggio nella storia musicale dei Twilight Singers che un live di presentazione dell’ultimo album.
Si parte dal presente con la canzone “Last Night in Town” ancora timida nell’esecuzione di Mr. Dulli che, come un motore diesel, si scalda con il tempo. E di tempo ne passa poco prima di vedere Manuel Agnelli condividere la scena con il suo vecchio amico, con cui duetta su “La Vedova Bianca”.
La scaletta tocca anche l’album di cover “She Loves You” del 2004 ripescando la track di Björk “Hyperballad”, ma regala le maggiori emozioni quando tocca i pezzi che hanno reso “Blackberry Belle” un CD inossidabile nel tempo.

I Twilight Singer donano tutto quello che avremmo voluto vedere. Nessuno è deluso quando il sipario cala. Certi live lasciano il sapore di un vero evento vissuto sulla proprio pelle. Tutto questo grazie a persone – folli artisti – come Greg Dulli.

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