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  • Endstille: Verführer

    Endstille

    Data di uscita: 17-04-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Disponibile in qualsiasi colore, purché sia nero

Da “Panzer Division Marduk” sono successe molte cose nell’universo black metal: il diffondersi del depressive, l’esplosione della scuola francese e la mutazione di alcuni dei punti di riferimento del genere.

Gli Endstille sembrano aver seguito attentamente questa evoluzione e, sulle fondamenta di “Panzer Division Marduk”, hanno cercato di edificare un sound più vario, attingendo alle diverse sfumature di nero attualmente messe a disposizione dalla palette del genere. Basta ascoltare le prime tracce di “Verführer” per rendersene conto. Il disco si apre con la violenza di “Alteration Of Roots”, il brano più vicino alla Svezia e al passato della band stessa. Si passa poi a “…Of Disorder”, intriso di melodia norvegese, mentre il seguente “Hate Me… God?” non avrebbe stonato sull’ultimo disco dei Satyricon. In “Depressive/Abstract/Banished/Despised” si scorgono anche venature depressive.

Il merito degli Endstille non è soltanto quello di aver metabolizzato le diverse incarnazioni del black ma di essere riusciti a riprodurle in modo convincente e coeso, grazie alla scelta di suoni freddi ed essenziali ma soprattutto a una personalità che sta, finalmente, venendo a galla.

Se vi piace il blecche metal vi piacerà – probabilmente molto – questo disco, che ne riassume i filoni principali con buoni risultati sia nella loro interpretazione che nella sintesi stessa. In caso contrario rivolgete i vostri ascolti a qualcos’altro. Tipo i Bestial Mockery.

Pro

Contro

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