Home > Recensioni > Enrico Brizzi e Numero 6: Il Pellegrino Dalle Braccia D’Inchiostro

Inchiostro per microfoni

«Ma Enrico Brizzi è ancora vivo?». Di più, lotta con noi. Non è segreta, la passione dello scrittore bolognese per la musica. “Il Pellegrino Dalle Braccia D’Inchiostro” è un album che nasce dall’incontro tra un libro e una serie di concerti, tra un autore e una band, i genovesi Numero6.

La via Francigena. “Il Pellegrino Dalle Braccia D’Inchiostro” è la narrazione di un viaggio che segue gli schemi del pop e una certa apertura alla teatralità: la cura nell’espressività della voce, la scansione delle parole, i personaggi necessariamente sopra le righe. Eppure, non c’è niente della lettura ad alta voce, tant’è vero che spesso è la musica a soverchiare il parlato. Tra la psichedelia, il lo-fi statunitense anni ’90 e il math rock, i Numero6, mai descrittivi o retorici, fanno da contrappunto ai testi, trovando sempre un contrasto benefico con il racconto.

Spesso il disco sembrerebbe una detective-story, dove la ricerca è quella della fine del viaggio; ma, come ben si sa, la fine di un viaggio può solo condurre all’inizio di un altro viaggio. Questo, anche senza servirsi dei voli low-cost.

Chi pensava, come certi malfidenti pieni di pregiudizi firmatari della recensione, a una pretenziosa mezza-sconfitta, rimarrà affascinato: non c’è mai protagonismo della narrazione, non ci si trova mai a pensare sottofondo musicale, la coesione d’insieme dei Numero6 è sorprendente.
Altro appunto: gli Offlaga Disco Pax hanno modificato per sempre la nostra concezione di “narrazione nella musica” o è l’accento romagnolo a fare la sua parte?

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Contro

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