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Ensiferum: Dalle foreste alle stelle

Alle spalle della sala concerti del Sottotetto di Bologna, nel bel mezzo dell’oscurità delle 19 di sera, è parcheggiato il tourbus degli Ensiferum, verso il quale veniamo diretti in attesa di incontrare la band.
Ad accoglierci, insieme al simpatico tour manager, è Sami, il vichingo bassista, che ci ritaglia un onorevole spazio tra tante lattine di birra e qualche avanzo di cibo.

Ciao Sami, innanzitutto volevo presentarti la nostra webzine che si chiama Loudvision e tratta di musica e cinema…
Piacere di conoscervi, è fantastico che trattiate entrambi gli argomenti, li amo tutti e due!

…e poi volevo prometterti che non ti chiederemo assolutamente nulla di Jari!

Ok, benissimo! Ci chiedono sempre di Jari… (il tour manager chiede chi diavolo sia Jari e si fanno una bella risata, n.d.R.).

Allora, com’è andato il vostro viaggio fino a qui?
Vuoi davvero saperlo? Ok, sarò sincero. È stato orribile. Ieri era in programma un giorno libero e avevamo pensato di fare un giro a Monaco o Nizza e rilassarci un po’ ma non siamo riusciti a trovare uno straccio di parcheggio per il bus. Dopo abbiamo perso una marea di tempo alla dogana dove ci hanno perquisito minuziosamente il tourbus, questo per due volte. Alla fine siamo finiti in una stazione di servizio; si è ridotto a questo il nostro giorno libero! C’è da dire che abbiamo visto un sacco di bei paesaggi. Ma dietro un vetro.

Be’ speriamo che ne sia valsa la pena, almeno! Cosa ne pensate del nostro paese e dei fan che avete qui?
Guarda, i fan italiani sono calorosissimi, davvero! Ci piacerebbe un sacco poter avere più date dalle vostre parti. Per adesso siamo stati solo a Roma, Milano, Modena… e oggi Bologna. Comunque io, al di là degli Ensiferum, sono venuto in Italia anche per conto mio, per una vacanza di due settimane ed è tutto favoloso: le ragazze sono bellissime, il cibo ottimo, c’è un sacco di sole… Perfetto!

Troppo buono, grazie! Invece, parlando di “From Afar”, il vostro ultimo album che è uscito da poco: noi l’abbiamo interpretato come un ritorno alle origini dopo la pausa più heavy metal di “Victory Song”… è lo stesso per voi? Voglio dire, pensate di aver fatto un passo indietro o piuttosto lo ritenete un’ennesima evoluzione?
Penso che “From Afar” sia stato un naturale passo in avanti per noi rispetto a “Victory Song”. Ci sono un sacco di elementi in comune tra i due ma le canzoni in quest’ultimo sono più complesse, anche la loro stessa struttura è più complicata. Io lo vedo in continuità del precedente, un “Victory Song” completamente migliorato! Probabilmente la prossima volta, col prossimo album, prenderemo una direzione totalmente diversa perché è veramente difficile pensare di potersi migliorare ancora in questo frangente.

Vi siete accorti che molte canzoni di quest’ultimo album starebbero davvero bene come soundtrack di qualche film? Vi piacerebbe se qualcuno vi chiedesse di poter utilizzare le vostre canzoni a questo scopo?
È vero! Probabilmente è merito del fatto che in questo album ci sono moltissimi pezzi orchestrali che diventano molto epici… Sarebbe fichissimo se qualcuno volesse gli Ensiferum come soundtrack!

Ti viene in mente qualche film adatto?
Questa è una bella domanda… (ci pensa tantissimo, ndR) no, al momento non riesco veramente a pensare ad un film in cui starebbero bene le nostre canzoni. Probabilmente dovrebbe essere qualcosa di medievale o vichingo, però potrebbe essere anche qualcosa di totalmente diverso. Oddio, non saprei proprio!

Ok, probabilmente il film per voi deve ancora arrivare! Ma parliamo un attimo del vostro, di paese. Quanto vi influenza la Finlandia musicalmente? Quanto amore per la Finlandia c’è negli Ensiferum?
Sicuramente siamo molto orgogliosi delle nostre radici e delle nostre origini scandinave ma ciò che facciamo riguarda soprattutto la musica, non è così profondo come sembra, anche se sicuramente la natura è una parte importante di noi come persone. La natura è sempre importante per tutto in realtà. Sai, siamo gente delle foreste, (risata vichinga, ndR)! In Finlandia c’è così tanto verde, è tutto così puro… si si, direi che di sicuro la natura è importantissima, anche se indirettamente!
[PAGEBREAK] Ed è anche una terra molto prolifera, musicalmente! Qual è la band vostra connazionale che apprezzate di più?
Ce ne sono così tante! Io personalmente apprezzo tantissimo i Moonsorrow. Sono la mia band preferita nel genere folk/viking o qualunque genere esso sia! Bravissimi.

Per caso sentite un po’ di competizione con le altre band finniche?
Competizione? No, no! Assolutamente! La Finlandia è così piccola ed è tutto così piccolo che ci sentiamo molto uniti gli uni con gli altri. Assolutamente nessuna competizione, semmai supporto reciproco.

Come ci si sente ad essere “star” in tutti i sensi, dato che c’è una stella che è stata chiamata Ensiferum in vostro onore?
È incredibile! Sono stati dei nostri fan russi che appartengono… non so, a qualcosa di astronomico (risate, ndR)… Questi tizi sono saliti sul palco durante un nostro show in Russia e hanno parlato al microfono, ma ovviamente parlavano in russo e noi non capivamo assolutamente nulla. Dopodiché ci hanno dato una targa, noi abbiamo ringraziato, siamo andati nel backstage e ci siamo messi a leggere chiedendoci cosa mai potesse essere. Solo in quel momento abbiamo realizzato che avevano ufficialmente chiamato una stella Ensiferum! Da non credere!

Vi siete mai messi a cercarla?
No, sinceramente no, non ne capisco molto di astronomia, ma prima di morire devo assolutamente farlo!

Effettivamente è il minimo… Cambiando argomento: sappiamo che Markus scrive la maggior parte delle canzoni… e gli altri? Che ruolo ha ognuno di voi in quella fase?
Be’, Markus è il fondatore della band e l’unico membro presente dalla loro nascita, ha sempre scritto lui le canzoni e lo fa tutt’ora però è molto democratico, a volte perfino troppo gentile. Comunque solitamente va così: Markus, io o Petri lanciamo qualche idea durante le prove della band, poi Markus e Petri o io e Markus, a volte anche tutti insieme, ci troviamo da soli e ci lavoriamo sopra dandole forma. Funziona! Anche perché penso che sarebbe noioso per Janne starsene lì mentre noi continuiamo a cambiare il ritornello per cinque ore di fila…Me lo immagino a braccia conserte a dire: “Ragazzi, ma suoniamo o cosa?“.

Dai, adesso per chiudere vogliamo sapere qualche pettegolezzo, qualche aneddoto da tour, e poi i saluti di rito.
Uhm… ci sono certe cose che è meglio rimangano taciute e che decisamente i fan non dovrebbero mai e poi mai sapere! Un saluto a tutti i lettori e godetevi il concerto!

Sebbene la discesa dal tourbus abbia rappresentato un’attentato alla vita dell’intervistatrice, il nostro Sami si concede a qualche foto e qualche complimento, promettendoci che verrà a leggere quest’intervista di cui non capirà assolutamente una parola.

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