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Epica: L’ascesa è ancora in corso

Ecco a voi la sintesi di quattro chiacchere avute con Mark Jansen, la mente dei rampanti Epica, band fresca della pubblicazione di un nuovo doppio cd dal vivo ma che certo non mostra di volersi accontentare della popolarità finora raggiunta.

Ciao! Ascoltando il vostro disco di imminente pubblicazione intitolato “The Classical Conspiracy”, è venuto spontaneo pensare: oggigiorno qualunque musicista cerca di produrre dei dvd di concerti dal vivo. Come mai invece voi vi siete limitati alla sola versione in cd?
L’impegno del cd ci ha richiesto un’intensa preparazione e se avessimo fatto anche il dvd avremmo ottenuto un sacco di stress per un prodotto non così godibile in fin dei conti. Per questo abbiamo scelto la versione solo cd. Sono contento che si sia scelta questa via di fare e sono soddisfatto del risultato, anche perché così possiamo concentrarci al meglio sul nuovo disco in studio.

Un’altra osservazione immediata riguarda la massiccia presenza sul primo disco di celebri pezzi di musica classica ed altri brani noti. Perché questa scelta?
Perché era l’idea di fondo del festival in cui abbiamo suonato: suonare pezzi di musica classica in formato metal insieme ad una setlist degli Epica. Per noi non ci sono stati problemi e siamo anzi molto interessati alla musica classica e alle colonne sonore.

Considerando l’intero album, secondo quali criteri avete composto la scaletta?
Era importante scegliere le canzoni che suonassero meglio con l’orchestra. Quindi in generale abbiamo scelto i brani più lenti. Riguardo ai pezzi “classici”, abbiamo invece deciso secondo gusti personali.

A chi si deve la scelta di suonare con un’orchestra? È stata forse un’idea dell’etichetta?

Più o meno. Il progetto era della città ungherese di Miscolc e la Nuclear Blast ha contribuito a tirarne fuori un disco dal vivo. Quest’orchestra è tra le migliori dell’Ungheria e proprio da essa abbiamo ricevuto la richiesta di suonare insieme. Di conseguenza abbiamo accettato senza porci il problema di cercare un complesso per conto nostro, cosa che si sarebbe rivelata inoltre ben più costosa.

“The Classical Conspiracy” è un album lungo. Non pensate che sia troppo lungo per un ascoltatore che non sia già fan degli Epica?
Non lo so, ho sentito altre opinioni secondo le quali il disco era come un “volo sognante”, senza dimostrarsi poi così lungo alla fine. Quello che volevamo fare era offrire ai nostri fan il maggior numero possibile di canzoni senza alcun momento morto in mezzo.
[PAGEBREAK] Gli Epica stanno diventando noti presso il pubblico europeo, perlomeno fin dall’ultimo album in studio. Secondo te, quali sono le maggiori qualità della band e della vostra musica?
La cosa più importante è che la nostra musica viene dal cuore, è esattamente quella che vogliamo fare, senza manager o persone che possano renderci più commerciali. I fan lo apprezzano e in cambio ci rimangono fedeli. Inoltre quando lavoriamo ad un nuovo disco ci applichiamo fino allo sfinimento, il risultato è buono solo quando tutti i membri della band sono pienamente soddisfatti.

Gli Epica sono nati nel 2002 e hanno pubblicato finora 4 album. Sapresti individuare un episodio che è stato essenziale per la carriera della band, o anche solo per la sua esistenza?

Il momento cardine è stato quando Simone si è unita alla band, lei era quel qualcosa in più che mancava e che ci ha fatto decollare. Successivamente abbiamo preso altre decisioni che ci hanno aperto sfide e possibilità anche impreviste. Abbiamo suonato in Brasile in uno dei maggiori show televisivi e abbiamo fatto 3 tour negli Stati Uniti. Siamo sempre curiosi di fronte alle sfide che ci attendono ed ogni volta approfondiamo possibilità che possono anche essere rischiose, ma che quando ci si sente bene poi si risolvono sempre positivamente.

Secondo te, quali sono le maggiori caratteristiche che differenziano la musica degli Epica da quella di gruppi come Within Temptation, After Forever o Delain?

È ovvio che i Within Temptation oggi come oggi sono più che altro una band pop che fa musica pop. Non c’è nulla di male in questo, ma non c’entra niente con quello che facciamo noi, ovverosia metal con diversi aspetti estremi. Gli After Forever erano più simili a noi, anche perché ci ho suonato per 7 anni e ho scritto canzoni con loro. Il loro sound è parte di me. Anche i Delain sono più simili ai Within Temptation che agli Epica. Brevi brani pop-rock contro il nostro metal. Una cosa accomuna questi nomi: l’alta qualità della proposta musicale.

In estate suonerete al Gods Of Metal, qui in Italia. Come giudicate il ruolo della Nuclear Blast nella promozione della vostra musica e della vostra immagine?
Essere parte della NB apre molte porte, è evidente. Ma io penso che tutto quello che ci è capitato sia stato all’interno del logico procedere della carriera della band, in quanto abbiamo sempre lavorato veramente duro. L’etichetta ci supporta bene, siamo una bella squadra insieme.

Che ne sarà degli Epica fra altri sette anni? Avete un obiettivo da raggiungere nella vostra carriera?
No, detesto gli obiettivi. Non guardo ad oltre un anno da ora e sono molto contento del successo conseguito finora e sarebbe bello mantenere questi livelli. Continueremo a sbatterci per ogni nuova pubblicazione e, qualunque cosa questo ci porterà, io sarò sempre soddisfatto!

La maggior parte della band metal devono pubblicare qualcosa ogni anno per poter sopravvivere economicamente. I membri degli Epica svolgono anche dei lavori da alternare alla musica suonata?
Alcuni di noi sì ma, per quel che mi riguarda, io campo solo di Epica. Scrivo gran parte della musica e metà dei testi, cose queste che mi facilitano la vita. L’obiettivo, che stiamo raggiungendo anno dopo anno, è comunque che ogni membro della band possa vivere grazie agli Epica.

Alla fine, prima di salutarci, Mark promette che il prossimo cd degli Epica sarà veramente duro. Dopo averlo un po’ conosciuto, direi che possima fidarci e anche ben sperare.

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