Home > Interviste > Epica: Piccoli growl crescono

Epica: Piccoli growl crescono

Sono giovani, hanno già circa 6 anni di carriera alle spalle e in ambito metal stanno suscitando un crescente interesse, tra addetti ai lavori e non. La loro parabola è dunque in ascesa, e non solo per successo commerciale ma, fortunatamente, dal punto di vista qualitativo musicale. In occasione della pubblicazione del loro nuovo album, “Design your Universe”, vale dunque la pena di approfondire il discorso direttamente con loro, gli Epica, capitanati dall’elegante bellezza di Simone Simmons.

Quali sono le peculiarità di “Design Your Universe”, secondo voi?
(Coen Jansen) Ha un po’ più groove rispetto ai nostri precedenti dischi.
In effetti abbiamo un nuovo chitarrista, Isaac Delahaye, che ha influenzato molto il sound del gruppo. Ha un approccio molto più solistico allo strumento, rispetto a Ad Sluijter (il vecchio chitarritsta, N.d.R.).
Puoi sentire chiaramente la differenza tra i riff del nuovo disco e quelli dei precedenti, e gli Epica oggi hanno molti più assoli di chitarra: Ad non era molto interessato ad eseguirli, ma Isaac sì… e ha fatto davvero un gran bel lavoro!

I vostri dischi hanno sempre avuto una sorta di concept che univa le canzoni: è stato così anche per “Design Your Universe”?
(CJ) Alcune canzoni hanno il sottotitolo “A New Age Dawns”, il che le riconnette direttamente alle canzoni presenti su “Consign To Oblivion”.
(Mar Jansen) In realtà, poi, le canzoni sono unite dal fatto di parlare della Libertà, in tutte le sue forme.

Personalmente ho l’impressione che una tematica forte del disco sia il potere di ciascuna persona di determinare la propria vita…
(CJ) Io in realtà interpreto il titolo del disco, disegna il tuo universo, come la capacità di raggiungere ciò che vuoi ponendoti obiettivi precisi e lavorando duro per raggiungerli. È proprio questo ciò che io intendo per “disegnare il proprio universo”.
(MJ) Ma in effetti tu hai ragione, ogni persona ha la capacità e la responsabilità di apportare cambiamenti alla vita propria e a quella di tutti noi su questo pianeta. Il mondo in cui viviamo è il mondo che abbiamo costruito, tutti noi! È questo il motivo per il quale se non ci piace, dobbiamo sforzarci di cambiarlo!

Per “The Divine Conspiracy” avete pubblicato un singolo, “Never Enough”, che era un pezzo molti orecchiabile e facile. Su “Design your Universe” non c’è un vero e proprio così pezzo votato all’easy-listening: è stata forse una scelta precisa?
(CJ) Noi in realtà non pensiamo al singolo fino a che l’album non è completato (sarà mica che c’è chi lo fa al posto vostro?… N.d.R.). Alla fine alcune canzoni sembrano adatte alla pubblicazione di un singolo e altre no. Per questo album, “Unleashed” era forse il maggior candidato a diventare un singolo anche se forse non è così commerciale come “Never Enough” – di sicuro è però in grado di entrarti bene in testa!
(MJ) Penso che il ritornello di “Unleashed” sia catchy almeno quanto quello di “Never Enough”, è piuttosto la struttura della canzone a renderla un po’ meno easy. Abbiamo comunque realizzato di nuovo un video della canzone, ma nella sua versione originale, senza edit: non vogliamo più scendere a compromessi con TV e Radio.

Il gothic sinfonico trainato da una cantante donna oggi è un genere molto in voga, direi molto trendy: non è che è addirittura un po’ troppo inflazionato?… Voi che dite?
(CJ) Abbiamo avuto la stessa domanda quando abbiamo pubblicato il nostro primo disco, ed era 6 anni fa! Di sicuro è un genere molto alla moda, ma di sicuro saprà resistere al tempo, visto che è già diversi anni che continua ad esserci.
(MJ) Concordo con Coen: non puoi parlare di hype, il gothic sinfonico è un genere musicale già molto popolare e apprezzato da almeno 10 anni! Penso che in ambito metal appaia ancora come uno stile abbastanza nuovo, e ormai non penso sparirà più.
[PAGEBREAK] Secondo voi gli Epica sono riusciti a creare una propria identità musicale? E verso dove potrà evolversi in futuro, secondo voi?
(CJ) Io penso ci siano molte differenza tra il nostro suond e quello di altre band dello stesso genere musicale. In questo senso, credo che siamo riusciti a creare una nostra personalità, attraverso la quale la gente può immediatamente riconoscerci. Probabilmente noi abbiamo uno dei sound più heavy tra tutte le gothic-band e in questo senso credo che noi possiamo unire la scena dei gruppi capitanati da donne e la “reale” scena metal.

Gli Epica stanno hanno raggiunto un buon successo in maniera abbastanza veloce: vi chiedete mai quale sia la vostra marcia in più rispetto alle (tante) altre band che si cimentano nel vostro stesso genere?
(CJ) Beh, Mark era già conosciuto per il suo passato negli After Forever e questo ci ha dato sicuramente molta visibilità, agli inizi. Penso che la gente fosse molto curiosa di constatare ciò che sarebbe stato in grado di fare senza i suoi ex-compagni degli After Forever.
(MJ) E ci siamo anche sbattuti un casino, durante questi anni, il successo non è arrivato automaticamente. Anche il nostro zoccolo duro di fan è andato accrescendosi durante gli anni e devo ammettere che abbiamo fan davvero molto fedeli!

Cambiamo argomento: per una band con un suono così sfaccettato come gli Epica, sarebbe interessante sapere quali sono le fonti d’ispirazione che hanno plasmato il vostro sound.
(CJ) Mi sento molto ispirato dalla musica classica e dalla scena metal. Ognuno dei membri della band piace un diverso tipo di musica, e se unisci e mischi tutti insieme i gusti di ciascuno dei membri del gruppo, effettivamente ottiene un bel mix di stili differenti. E in effetti, il nostro ultimo disco riflette il fatto che i due nuovi membri della band vengono dal death-metal…
(MJ) Io ascolto molto prog metal, death metal e colonne sonore.

Altra domanda di rito: tour in vista?
(CJ) Sì, faremo un tour piuttosto lungo, dopo la pubblicazione del disco. Toccheremo prima l’Europa con Amberian Dawn e Sons Of Seasons. Successivamente andremo in Sud America per una prima tranche di concerti, poi qualche concerto in Nord America e alla fine torneremo in Sud America per concludere il nostro tour latino americano.
(MJ) Sarà poi la volta dei festival estivi europei e infine di un altro tour europeo.

Ma dal vivo, come riuscite a ricreare le atmosfere dei vostri dischi? Cambiate gli arrangiamenti o usate computer e/o altri espedienti tecnologici?
(CJ) Per I cori e le orchestrazioni usiamo delle backing-track per complementare il nostro sound on stage. Ma cerchiamo di tenere quante più parti suonate possibili.
(MJ) Il concerto che abbiamo tenuto con l’orchestra e il coro ungherese è stato finora l’ultimo concerto degli Epica, ed è stata una grande soddisfazione: la nostra musica ha preso finalmente vita! Era tutto vero, suonato e cantato per davvero, niente artifici strani, tutto vero, fin nei minimi dettagli!

Scroll To Top