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  • Epica: The Divine Conspiracy

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Le solite buone abitudini

Sarà che l’esperimento di “The Score” era già stato un azzardo, sarà che dopotutto gli Epica sono proprio questi qui, ma “The Divine Conspiracy” è come un solido paletto piantato vicino l’uscio di casa. Stabile, fidato e dalla resa garantita, nemmeno fosse un’utilitaria giapponese. Quello che avevano da dire è stato detto, ora il procedere non è che un susseguirsi di dardi che si distribuiscono attorno al centro del bersaglio. È tutto qui “The Divine Conspiracy”, ammaliante strumento di seduzione per chi di fatto si era già invaghito della creatura olandese e punto di richiamo per coloro i quali passano di qui per caso. Symphonic death metal pomposamente orchestrato e tessuto tra grunts e vocals angeliche; raffinato quanto basta per chi vuole venerarlo, scontato quanto basta per chi volesse cestinarlo. Noi li abbiamo già amati, quindi ci limiteremo ad aggiungerlo alla collezione, appagati da un paio di episodi di valore e da una trama (sonora e non) coinvolgente. Talvolta prolissi nella strutturazione della giusta atmosfera, gli Epica rimangono tra i migliori narratori in stile sinfonico che la scena attuale possa offrire.

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