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Balliamo un lento, ma che sia poesia

Sembrano troppo giovani per contarsi sulla pelle dodici anni di carriera e tre lavori in studio, eppure gli Epo sfornano “Ogni Cosa è Al Suo Posto” con maestria cantautoriale degna di nota. Ai testi e alle musiche di Ciro Tuzzi si aggiungono gli arrangiamenti di Michele De Finis e Jonathan Maurano, entrati ufficialmente in squadra per solcare i palchi di tutta Italia.

E se lo Stivale conserva la fama di terra di poeti, i tre partenopei contribuiscono alla resa con dieci tracce completamente immerse nella scuola melodica nazionale.

A chi scrive sembra doveroso porre una nota sull’iniziale “Nastro Isolante”, in balia delle prime chitarre vivaci degli anni ’60, e “Notte Doce”, chicca in dialetto napoletano dalla magica capacità di disegnare gli odori e i colori suggeriti nel brano.

“Ogni Cosa è Al Suo Posto” è il titolo adatto ad un disco che adagia nelle posizioni migliori ogni elemento musicale. Persino il video del singolo che anticipa l’album (“A Piedi Nudi Sui Vetri”) è cosa preziosa: una storia firmata The Jackal capace di strappare una lacrima anche al cuore più gelido. Insomma, il puzzle è composto da tanti pezzi bellissimi. Come può un disegno completo non emozionare?

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