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Equivoci d’identità: quando gli attori vengono scambiati per altri colleghi famosi

Non è facile ricordarsi tutti i nomi delle celebrità che popolano il mondo dello spettacolo, come non lo è ricordarsi esattamente chi abbia lavorato in quale film.

 

Dopotutto, anche in “Notting Hill” l’alter ego di Julia Roberts doveva scusarsi per non essere Demi Moore, o spiegare al futuro conte di Grantham che lei era una superdiva da milioni di dollari a film.

 

In effetti ci sono casi in cui le sembianze possono trarre in inganno (Zooey Deschanel, Katy Perry e Emily Blunt, oppure Javier Bardem e Jeffrey Dean Morgan) o in cui i nomi sono simili e vengono confusi. Non v’è onta.

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Ma molto spesso l’equivoco denota un imbarazzante luogo comune: il pubblico distratto non si preoccupa di distinguere tra di loro gli attori di colore o quelli con i capelli rossi!

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Ebbene, ci sono molte star che spesso si trovano a dover stare al gioco e fingere di essere chiunque i loro interlocutori credano che siano: eccovi qualche testimonianza diretta.

 

La più recente  è la questione “Bryce Dallas Howard non è Jessica Chastain”: le due attrici vengono spesso scambiate l’una per l’altra, ma nell’equivoco il maggior detrimento è patito dalla figlia di Ron Howard, tanto che su YouTube è apparso un video parodia, usato poche ore fa dalle stesse attrici in un Dubsmash postato sull’account Instagram della stessa Chastain, così da dissipare ogni dubbio.

Everyone get it yet? : ) performance by #BryceDallasHoward not #JessicaChastain

Un video pubblicato da Jessica Chastain (@chastainiac) in data:

 

Samuel L Jackson è una delle vittime più famose di questo tipo d’errore. Lo scorso venerdì, nel talk show britannico di Graham Norton, ha raccontato come, giorni prima a Berlino, fosse stato scambiato dapprima per Denzel Washington, e poi per Morgan Freeman. Al che il nostro Mr. Fury avrebbe cercato e mostrato dal suo cellulare una foto di Freeman per mostrare la differenza al fan che però, imperterrito, non ha colto l’evidenza.

 

 

Più volte poi Jackson è tornato su un’altra annosa questione: l’essere scambiato spesso per Laurence Fishburne. E’ una storia che va avanti fin dai tempi del provino per “Pulp Fiction” (lo potete vedere nel video di seguito: un produttore si sarebbe complimentato per il suo lavoro credendolo Fishburne, lui avrebbe poi ottenuto la parte proprio grazie alla rabbia generata dall’equivoco, riuscendo anche, anni dopo, a far licenziare quello stesso produttore da un altro film). La vicenda è tornata alla ribalta circa un anno fa, quando un giornalista ha commesso l’errore in un collegamento dal vivo, tanto che durante le successive interviste Jackson ha preso a indossare una t-shirt con su scritto “Io non sono Laurence Fishburne”… ma i due continuano ad essere confusi, anche quando sono uno accanto all’altro. E quando questo succede si comportano come quasi tutti coloro che si trovano in quella situazione: stanno al gioco e non correggono l’interlocutore, anzi firmano autografi col nome che gli è stato attribuito.

Anche Keira Knightley ha di questi problemi, nel video di seguito la vediamo commentare le sovramenzionate vicissitudini  di Jackson raccontando le proprie avventure negli aereoporti, dove le è capitato di essere rincorsa da persone che la credono Natalie Portman. Ma non finisce qui, pare che sia stata scambiata anche per Kate Winslet e addirittura Britney Spears. Ma tranquilli, se dovesse succedere anche a voi, Keira non batte ciglio e oltre a firmare l’autografo in accordo con qualsiasi identità le venga attribuita, è sempre disposta anche a posare con voi per la foto. Ha più problemi a fare tutto ciò se deve essere se stessa, dice.

 

Ecco le testimonianze di Samuel L Jackson e Keira Knightley:

 

Qui invece potete vedere rispettivamente Laurence Fishburne e Morgan Freeman che fanno eco a Samuel L Jackson: il primo minimizza commentando “c’era un’epoca in cui questo succedeva a Al Pacino e Dustin Hoffman… non è un problema serio”; l’altro ricorda la storia con un sorriso: in un areoporto un fan si avvicina e… “so che sta cercando di rimanere in incognito ma l’ho riconosciuta”, “davvero?”, “Samuel L Jackson!”, “no…” “sta mentendo!”.

 

La storia che racconta Emily Blunt è un po’ diversa — e tra l’altro è spassoso il modo in cui la recita: una bambina di circa sei anni l’aveva fermata chiedendole se fosse la ragazza di “Una Mamma Per Amica” o di “Un Ponte per Terabithia”, rimanendo piuttosto delusa dal diniego dell’attrice. Ma non quanto Emily stessa, che le avrebbe gridato dietro “però sono quella di Il Diavolo Veste Prada!!!”.

 

I fan di Harry Potter lo troveranno difficile da credere,  ma c’è chi non riconosce Molly Weasley o Draco Malfoy!

Tom Felton, infatti, durante un party natalizio si è trovato a far finta di essere Aaron Paul per non vanificare un’intera conversazione con un invitato “piuttosto allegro” (ah, il tatto britannico), e di lì in poi si è prodotto anche nei vari “yo bitch” d’ordinanza.

 

Mentre Julie Walters non ha smentito due avventori in un caffè a Glastonbury, firmando per loro un “Lots of love, Julie Andrews”.

 

Se questo non vi stupisce… Potterheads, tenetevi forte: qualcuno scambia Liam Neeson per Colui che Non Deve Essere Nominato,  e altri… Non distinguono Harry Potter da Frodo Baggins!

Le prove: la toccante storia di Neeson, quella volta di tanti anni fa quando con la moglie passeggiava in un hotel di Parigi, e lui venne fermato da due coppie di anziani. Erano veterani della Seconda Guerra Mondiale, sopravvissuti allo sbarco in Normandia, di cui si celebrava l’anniversario quello stesso giorno, e avrebbero di lì a poco raggiunto la spiaggia in memoria di quell’evento tragico. Neeson era sopraffatto da tutto ciò, e quando la donna che l’aveva fermato gli presenta il bellissimo menù dell’hotel perchè lo firmasse, lui  rispose: “Ne sarei onorato!”. Lui dunque stava per scrivere quando la donna commentò: “Amiamo Il Paziente Inglese”. Ed ecco che Neeson senza battere ciglio ha finito per vergare  un “With Love, Ralph Fiennes”.

 

 

Ed infine ecco Daniel Radcliffe che racconta la sua vita nei panni di Elijah Wood: il giovane inglese ammette che deve essere più seccante per Wood, considerando che quando quest’ultimo aveva 27 anni lui ne aveva 13. Ad ogni modo, nell’episodio in questione Radcliffe non ha proprio seguito alla lettera la regola del  non smentire mai. Ad un red carpet giapponese, infatti, si ritrovò tra le mani una foto di Wood, e non avendo il tempo di spiegare l’errore in una lingua comprensibile per l’ammiratore, ha firmato con questa dedica: “Non sono Elijah Wood, sono Daniel Radcliffe”, pensando che, una volta tradotto, si sarebbe assicurato un fan confuso in meno.

C’è da dire che la nonchalance con cui tutti questi attori fronteggiano tali situazioni è abbastanza ammirevole, o almeno molto divertente.

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