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  • Ermal Meta: Non Abbiamo Armi

    Mescal / none

    Data di uscita: 09-02-2018

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Fresco di vittoria sanremese con l’amico Fabrizio Moro, il cantautore italo-albanese Ermal Meta giunge al terzo disco in tre anni. “Non Abbiamo Armi” esce il 9 febbraio proprio in concomitanza con il Festival di Sanremo numero 68 e segna un deciso cambiamento nello stile rispetto ai due album precedenti. Qui l’ex membro degli Ameba4 si fa influenzare molto dalla musica d’oltremanica, senza però abbandonare le radici del cantautorato italiano.

Non mi avete fatto niente“, canzone vincitrice di Sanremo con non poche critiche (su tutte quella che avesse all’interno delle frasi di una canzone già scritta precedentemente), è un bell’inno contro il terrorismo, forse scontato, forse la tematica è fin troppo abusata. Ma al pubblico piace ed è ciò che conta. La title-track  è un’ode al cambiamento, a ciò che si potrebbe fare ma che non si fa, alle incertezze del futuro. Musicalmente molto valida, si avvicina allo stile dell’ultimo Cremonini, pop con buona personalità. “Io mi innamoro ancora” è un qualcosa di già sentito nella sua discografia e non funziona benissimo, così come non funziona “Dall’alba al tramonto“, secondo brano in scaletta, molto radiofonico ma facilmente dimenticabile. Gli episodi migliori sono “Caro Antonello“, che sembra una versione alternativa di “Magic” dei Coldplay, e “Amore alcolico”, energico e trascinante stile Temper Trap, che troverà la sua perfetta dimora nelle esibizioni live. Menzione a parte merita “Le luci di Roma“, ballad dedicata alla Capitale, oggi in degrado ma che merita sempre dediche del genere, sperando in una pronta rinascita.

Complessivamente è un buon disco pop, leggermente sotto il lavoro precedente in quanto a quantità di qualità. Ma almeno 5 brani su 12 sono degni di nota. Sono da apprezzare inoltre incursioni in nuovi suoni che finora Ermal non aveva ancora sperimentato.

Godibile, in attesa di un nuovo lavoro che speriamo alzi nuovamente il livello come i dischi precedenti.

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Contro

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