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Ermal Meta e il Vietato Morire Tour a Napoli, report live e scaletta

Ermal Meta da Napoli e i suoi abitanti è evidentemente molto amato, mercoledi 17 maggio, Teatro Acacia – “Vietato Morire – Tour”, la data è sold out dopo pochi giorni dall’apertura vendita biglietti. E se Napoli ama Meta, evidentemente anche Meta ama Napoli e così la data viene raddoppiata (si aggiunge quella di stasera  18 maggio, quasi sold out anch’essa).
Adesso dire se Ermal abbia preso questa decisione per trascorrere due giorni a rimpinzarsi di babà e pizza mentre si lascia coccolare dal lungomare di Mergellina nella “Città d’o sole” o dopo essersi fatto un selfie con Maradona durante l’ultima puntata di Amici, di cui lui è uno dei giudici, non spetta a noi, ma sappiamo però che da quello che è successo nel teatro,  ha preso la decisione giusta.
Quello che ci  troviamo di fronte è un pubblico attivo, organizzato in una “fan action”, con coreografie e materiale in dotazione per allietare la già notevole voce del cantante albanese. Foglietti azzurri, girasoli sventolanti al cielo e mani incrociate a formare ali, in un susseguirsi di interazione fra band e pubblico.

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La serata si apre con il brano “Odio le favole”, senza interruzione continua con “Pezzi di paradiso” e, la sempre suggestiva nonchè famosa “Lettera a mio padre”. A questo punto la fan action sulla frase finale “e quando sulla schiena hai cicatrici è lì che ci attacchi le ali” si è aperto un movimento di ali nella simulazione di un paio di ali.  La scaletta procede con i brani tratti dall’ultimo album senza interruzione fra cambi di chitarre e un polistrumentista Ermal anche alle tastiere, fino al momento in cui fa una lunga introduzione sul concetto dell’Amore che non bisogna cercarlo lontano, su un altro pianeta, ma che basta guardarsi intorno e tutto intorno a noi è l’amore, parte così “Vodoo love” e il pubblico inizia ad esibire il materiale in dotazione: carta crespa blu che muoveva a riprodurre le onde del mare.
E’ su “New York” che il pubblico si “accende” e diventa 2.0 accendendo le torce dei cellulari, con selfie al pubblico da parte del cantante.
A questo punto la situazione cambia drasticamente, spente le torce, spenti i cellulari, tutti seduti e luci del teatro completamente spente, si sente udire una voce che dice “Parlare è facile, è il silenzio che fa più rumore.. Provate a stare un attimo in silenzio, non torciatemi, illuminatemi, fotografatemi, io per voi adesso voglio essere solo una voce” ed è così che in  un buio pesto il concerto raggiunge il suo punto più alto in “Amara terra mia” che ha fatto guadagnare il premio cover durante l’ultimo Festival di Sanremo al cantante, con standing ovation finale.
“Umano”, “Buio e luce”, “Come il sole a mezzanotte” e finalmente il motivo per cui molti erano là “Vietato morire”, sulla cui frase finale “e ricorda che la vita non ti guarda in faccia mai” la platea ha alzato una serie di girasoli (la donna non si tocca nemmeno con un fiore?).
“Sicuramente sbaglierò gli accordi, le parole, ma mai il retrogusto di questa serata, voi siete Voce del verbo amore”, il pubblico intona così “Caruso”.

Più che dire “fine del concerto” in attesa del bis, diremmo più che altro “fine del primo atto” se si considera un bis di quattro canzoni, in cui Ermal si riappropria di testi meravigliosi che ha ceduto ad altri, fra cui “Straordinario” e “A parte te”.

Un condensato di due ore di pura energia, un Ermal in versione “grillo” che salta fra il palco, la platea e la galleria del teatro, visibilmente provato dall’affetto e dalla collaborazione di un pubblico sicuramente impegnativo. Dai Ermal, hai 24 ore per recuperare la voce e la carica, che stasera si bissa e i napoletani saranno ancora più carichi.

Scaletta del concerto di Ermal Meta a Napoli:

Odio Le Favole

Pezzi Di Paradiso

Lettera A Mio Padre

Gravita Con Me

Piccola Anima

Ragazza Paradiso

Bob Marley

Voodoo Love

Volevo Dirti

New York

Amara Terra Mia

Umano

Buio E Luce

Come Il Sole A Mezzanotte

Vietato Morire

Rien Ne Va Plus

Schegge

Encore:

Bionda

Straordinario

Era Una Vita Che Ti Aspettavo

A Parte Te.

 

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