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Eroismo tamarro

Capita spesso che gli ultimi arrivati, non conoscendo la storia, si chiedano il perché di un contenitore vuoto.
Bene, la storia ve la raccontiamo noi!

I Manowar erano, negli anni ’80, i defenders del metallo. Metallo inteso come musica, ma soprattutto come stereotipo del maschio che-non-deve-chiedere-mai. Corali ed epici, i “Man Of War” erano la contraddizione di sé stessi: il culto della forza che conviveva con la saggezza arcaica; proclamatori in motocicletta della vita rude di guerrieri nordici; cantori di uno spirito eroico vichingo, che finiva per riversare la propria mascolinità su improbabili pine-up di villaggio. I loro testi, venivano generati in modalità random, combinando sempre le stesse parole.

Contenuti di questo tipo si esauriscono nel giro di un paio d’album. Ma resta lo spirito imprenditoriale di musicisti che, nati nella città degli affari, sono riusciti ad autogriffarsi, facendo leva sull’orgoglio guerriero degli ascoltatori. Un eroismo tamarro, dunque, quello dei Manowar, che si contrappone all’eroismo poetico di Wagner, da cui comunque discende.

Oggi la band starebbe sviluppando, con lo scrittore fantasy Hohlbein, un concept sulla Saga di Asgard. Così vogliamo rispondere alla più classica di tutte le domande: perché i Manowar fanno ancora le stesse cose?

Spiegazione economica.
Oggi gli artisti guadagnano solo con le esibizioni live, che però, con una certa dose di ipocrisia, hanno spesso bisogno di un album nuovo per giustificarsi. Dunque, paradossalmente, i nuovi album sono solo la scusa per riascoltare quelli vecchi.

Spiegazione romantico-letteraria.
I Manowar hanno centrato un mito intramontabile che, nell’immaginario collettivo, coincide con l’era degli eroi. Un po’ quello che è stato fatto con John Wayne per sponsorizzare la guerra in Vietnam.

Spiegazione pratica.
“Intellettuali” i Manowar non sono stati mai. Non ci hanno nemmeno provato, nonostante le citazioni mitologiche. Li si potrebbe bollare come kitsch. Ma Andy Warhol sottolineava che il kitsch è una cultura. E, per quanto ci riguarda, lo è anche l’eroismo. Ed infatti, la band ha ancora presa. Presa su una fascia d’età che è sempre la stessa: quella che eravamo noi 20 anni fa e che ora guarda ad un’altra generazione. Perché, alla fine, se quel genere di musica è sempre identico è perché piace agli intrepidi spiriti dei giovani.

Come chiedersi la ragione della giostra di piazza nel paese, solo perché noi siamo cresciuti…

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