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Errori e felicità

Lunedì sera alla Festa di Radio Onda d’Urto a Brescia è andato in scena il one man show di Xabier Iriondo, una delle persone con più carisma al mondo, durante il concerto degli Afterhours per il tour di “Padania”. Un concerto intenso, serrato, che ha presentato non solo tutte le canzoni dell’ultimo album, ma anche numerosi brani vecchi, anche se il passato più remoto (in particolare, penso a “Germi”) è stato solo sfiorato e il CD “I Milanesi Ammazzano Il Sabato” ancora una volta è stato rimosso (a conferma che anche gli Afterhours lo trovano la loro creazione più scadente) con l’unica esecuzione di “È Solo Febbre” (Manuel se ci senti, una volta una nella vita fa’ “Riprendere Berlino” in Lombardia e rendimi felice!)

I brani meno recenti sono stati per lo più dai due capolavori “Quello Che Non C’è” (con “Bye Bye Bombay”, “Quello Che Non C’è”, “Bungee Jumping” e “Sulle Labbra”) e “Hai Paura Del Buio” (con “Male di Miele, “Pelle”, “Dea”, “Voglio una Pelle Splendida” e “Lasciami Leccare l’Adrenalina”).
Da “Ballate per Piccole Iene” ovviamente “Ballata per la mia Piccola Iena” e “La Vedova Bianca” e da “(Non è per sempre)” “La Verità che Ricordavo” e “Tutto Fa un po’ Male”.
Una scaletta tutto sommato prevedibile (con anche una lettura di Paolo Borsellino), la cui forza era riposta per lo più in alcuni arrangiamenti. Il gruppo si è esibito accumulando una montagna di errori, per lo più del solito Prette (uno grossissimo in “Vedova Bianca”), ma anche del bassista Roberto Dellera e dello stesso Agnelli (che ha anticipato un’entrata su “Costruire Per Distruggere” portando rovinosamente con sé tutta la band). Impeccabile, come sempre, Giorgio Ceccarelli, alla chitarra elettrica o acustica.

Gli Afterhours, adesso che Iriondo è tornato, sono più chitarristico gruppo italiano, arrivando anche a quattro chitarre sul palco quando il violinista Rodrigo d’Erasmo ne imbraccia una (e Agnelli suona per tutto il tempo, dedicandosi solo raramente al suo primo amore, la tastiera). Vero è anche che l’ipnotico (e forse ipnotizzato, quando non va di cavalcata) Xabier non fa esattamente quel che si chiama accompagnamento. Cambia quattro strumenti, un paio di trombe (suona anche tromba e chitarra assieme) e una specie di chitarra 12 corde che sembra un sitar. Altri virtuosismi musicali si sono visti quando durante “Io so chi sono” Manuel e Rodrigo hanno suonato la tastiera a quattro mani, lasciando poi Agnelli allo strumento con Rodrigo e Xabier a fare le vocine del coro e a suonar trombette.
Come ai bei vecchi tempi, in “Posso Avere il tuo Deserto” Manuel ha suonato la chitarra con il piede e poi l’ha tenuta perpendicolare a sé e l’ha roteata sopra la testa (a proposito, Manuel complimenti perché notiamo che mantieni la fisicata).
Ha spiccato una bellissima versione senza batteria con coda al pianoforte di “Voglio una Pelle Splendida”; molti interessanti arrangiamenti (non solo sui pezzi di “Padania”) hanno arricchito e reso interessante il concerto che in ogni caso ho seguito a volte distrattamente perché l’Iriondo show (che suona girando le spallle al pubblico – mostrandoci un sedere niente male – fa l’inchino all’indiana ringraziando, assume pose alla Mastro Lindo – nonostante la sua ridicola altezza, che è stata ancor più sottolineata quando, sui saluti finali, Prette, che è un gigante, gli si è messo accanto e lo ha indicato, MA DA SOPRA – sghitarra come un forsennato tanto che gli si sciolgono i capelli, sembra pensare ai fatti suoi, suona con la chitarra verticale, si scambia sguardi teneri con Manuel o con Dellera) ipnotizza. Non si può che essere contenti del ritorno di Xabier e di questo nuovo album degli Afterhours, e perdonare loro gli errori che fanno nei live. Forse perché si divertono troppo, forse perché tanto al pubblico non interessa: sono gli Afterhours, una sorta di divinità!

Metamorfosi
Terra Di Nessuno
La Verità Che Ricordavo
Male di miele
Costruire per distruggere
Spreca Una Vita
Padania
Ci Sarà Una Bella Luce
Ballata Per La Mia Piccola Iena
È Solo Febbre
Bungee Jumping
Il Paese È Reale
Sulle Labbra
Nostro anche se ci fa male
Io so chi sono
La terra promessa si scioglie di colpo
Tutto Fa Un Po’ Male
La Vedova Bianca
Bye Bye Bombay
Pelle
Quello Che Non C’è
Posso avere il tuo deserto?
Voglio Una Pelle Splendida
Lasciami leccare l’adrenalina
Dea

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