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Pink Floydoom

A quattro anni dall’uscita di “Subconscious Dissolution Into The Continuum” ci ritroviamo, finalmente, a parlare dell’uscita di un nuovo disco degli Esoteric. Molta acqua è passata sotto i ponti dal 2004, ormai unire la lentezza del doom a chitarre ariose e atmosfere psichedeliche è diventata una moda, la domanda quindi è: gli Esoteric avranno ancora voce in capitolo?
La risposta, a scanso di equivoci, è sì.
Chiariamo un’altra cosa: “The Maniacal Vale” non sconvolge né aggiunge molto al suono della band di Greg Chandler, ormai perfettamente adagiata nella sua nicchia in fondo all’Abisso. Chi si aspettava un altro passo in avanti, quindi, potrebbe rimanere parzialmente deluso. Gli Esoteric sono sempre loro: composizioni infinite, psichedelia, arrangiamenti ricchissimi e stratificati. Al solito, quello che fa la differenza è la qualità: pezzi come “Circle” o “Ignotum Per Ignotius” sono veri e propri colossi, nei quali si passa tranquillamente e senza soluzione di continuità dallo zanzarismo depressive black al doom più classico, il tutto in un’orgia di tre chitarre e tastiera che donano alle canzoni una profondità non comune. Tradotto, potrete ascoltarle decine di volte e ogni volta scoprirete cose nuove.
Oltretutto, questa volta il lavoro sulla dinamica dei pezzi è cesellato alla perfezione, così che i sette pezzi del disco non assomigliano tanto a monoliti quanto a mari in tempesta, abissi cosmici e tutto ciò che di liquido e inquietante vi possa venire in mente. Si passa da momenti insostenibilmente lenti e quasi ambient (“Quickening”) ad accelerazioni death metal (“Caucus Of Mind”) che riportano ai fasti di vecchie canzoni come “Only Hate (Baresark)”.
A tutto questo ben di dio aggiungete pure una cura maniacale (ah ah) in sede di produzione, un artwork come al solito fenomenale e i classici testi à-la-Esoteric, quindi interessanti e profondi.
Niente novità, niente sconvolgimenti, solo un ennesimo passo avanti nel raffinare e perfezionare il suono Esoteric. Che, a questo punto possiamo dirlo senza tema di smentita, è e resta unico nel panorama estremo.
Mica poco.

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