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Esperimenti in laboratorio

Come dicono loro stessi sulla pagina facebook ufficiale, gli She Was Nothing si sono formati circa quattro anni fa nella città di Milano; Cla, Mazz, Liuk, Dave e Augu sono i membri attuali, tutti e cinque con un obiettivo ben preciso: fabbricare un buon rock alternativo che contenga però anche delle copiose impronte di elettronica.

Dopo aver pubblicato nel 2009 il singolo promozionale “Proudly Guilty”, il gruppo si fa sentire ancora più forte con un album completo di tredici tracce, intitolato “Dancing Through Shadows”.
Fin dal primo ascolto si percepisce che l’uso di basi elettroniche, sintetizzatori ed effetti un po’ futuristici, un po’ discotecari, è l’ingrediente principale con cui viene condito uno stile molto vicino a quello di una band quale sono gli statunitensi Alesana.
Ok, lo screamo è quasi represso in favore dei suoni campionati emessi dalle tastiere, ma le linee melodiche a tratti ricordano esattamente l’operato di Shawn Milke e soci.

Di milanese il quintetto non ha proprio alcunché: il sound che lo caratterizza è talmente poco italico da far pensare che She Was Nothing sia il progetto di qualche ragazzino che vive oltreoceano.
Che sia un pregio o un difetto? Intanto i cinque sono in cerca di consensi (e di un’etichetta vera).

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