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Esplosione rock con The Killers e Stereophonics

Splende il sole sull’Ippodromo di Capannelle quando prende il via il secondo appuntamento del Rock in Roma, che vede sul palco prima gli Stereophonics e poi i The Killers.

Gli Stereophonics salgono sul palco più che puntuali, troppo per noi, che sentiamo la prima canzone solo in lontananza mentre percorriamo la strada per giungere all’area palco. Guarda qui le foto.

In scaletta per gli Stereophonics non solo pezzi tratti dal loro ultimo lavoro, “Graffiti On The Train”, di cui la titletrack sembra la più amata dal pubblico, ma anche i loro brani più conosciuti, come “Maybe Tomorrow” e “Have A Nice Day”, arrivando indietro nel tempo fino al loro singolo d’esordio, “Local Boy In The Photograph”, tratto dal loro primo disco “Word Gets Around” del 1997. Il pubblico si divide tra i più distratti e i più attenti che cantano con la band, tranne che sul ritornello di “Maybe Tomorrow” che riesce a contagiare tutta la platea nessuno escluso. Kelly Jones e soci nei circa 45 minuti di esibizione riescono a stabilire un buon feeling col pubblico che sembra ascoltarli volentieri.

Terminata l’esibizione degli Stereophonics arriva il turno dei The Killers che, però, si fanno un po’ attendere salendo in scena con circa mezz’ora di ritardo. Prima di raccontare la serata è d’obbligo una precisazione: nella nostra gallery fotografica non potrete non notare la mancanza di immagini dei The Killers. Ovviamente non dipende dalla nostra volontà ma da quella della band, che non ha voluto nessun fotografo durante il concerto.

L’inizio è affidato a “Somebody Told Me”, uno dei singoli più amati dei The Killers, che fa scaldare immediatamente i presenti lanciandoli nel mood del concerto. La scaletta, dell’ora e mezza circa di concerto, spazia dall’ultimo lavoro del 2012, “Battle Born”, tra cui “The Way It Was”, a pezzi del passato, tra cui sia canzoni che non potevano mancare, come “Human” e “Mr. Brightside”, che altre come “Smile Like You Mean It” e “A Dustland Fairytale”.

L’omaggio al pubblico di Roma va oltre qualche parola di saluto e si esprime anche in musica quando, dopo che Brandon Flowers dice al pubblico “Spero che questa la conosciate”, partono le note di “Volare (Nel Blu Dipinto di Blu)”.

Brandon parla ripetutamente alla platea e non fa che dare quanto sia “beautiful”, ma non possiamo fare a meno di notare che a livello vocale il cantante risulta un po’ affaticato e non tutti i pezzi gli vengono come dovrebbero. Tuttavia i presenti non sembrano farci troppo caso travolti dall’energia del gruppo statunitense, e quando Brandon chiede loro se hanno portato le scarpe da ballo, anche se non è sabato, la risposta non può che essere affermativa prima di scatenarsi sulle note di “From Here On Out”, uno dei pezzi del recente “Battle Born”.

Il bis è richiesto a gran voce e concesso volentieri dai The Killers che risalgono sul palco per proporre altri tre brani prima del saluto definitivo.

Non era facile salire su quel palco dopo i Green Day, non era facile coinvolgere il pubblico pur non stando al top della forma, i The Killers ci sono riusciti e questo ci basta per dire bravi!

Scaletta Stereophonics:

Catacomb
Thousand Trees
Superman
Graffiti On The Train
Maybe Tomorrow
Have A Nice Day
We Share the Same Sun
Local Boy In The Photograph
Roll the Dice
Violins and Tambourines
Indian Summer
Dakota

Scaletta The Killers:

Somebody Told Me
Spaceman
The Way It Was
Smile Like You Mean It
Heart of a Girl (non completa)
Bling (Confession of a King)
Shadowplay (Joy Division cover)
Miss Atomic Bomb
Human
Flesh and Bone
For Reasons Unknown
From Here On Out
A Dustland Fairytale
Volare (Nel Blu Dipinto di Blu)
Read My Mind
Runaways
Mr. Brightside
All These Things That I’ve Done

Bis:
Bones
Under the Gun
When You Were Young

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