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Esplosioni adrenaliniche per un live inarrestabile

I Subsonica non si risparmiano. Mai. Dopo l’Eclissi Tour 2007/2008, che li ha visti esibirsi nei principali palazzetti d’Italia registrando quasi sempre il tutto esaurito, l’inarrestabile band torinese torna a calcare le scene con una serie di tappe organizzate all’interno di alcuni dei più famosi club italiani, per immergerci in una dimensione più intimista e acustica. Pochi effetti di luce, niente laser, nessuna scenografia strabiliante. Il contatto è diretto, immediato, quasi epidermico e non filtrato da distrazioni superflue. Solo musica, passione, sudore, movimento e una scarica di adrenalina pura.

Martedì 25 novembre, Alcatraz di Milano, ore 21.30. Gran pienone anche per la seconda serata consecutiva di live. La folla invade la discoteca meneghina per assistere ad uno dei concerti più vividi e coinvolgenti dei Subsonica.

L’inizio è profetico, il livello di rombo si sintonizza su “Piombo”, brano tratto da “L’Eclissi”, che scuote le coscienze e rende incandescente l’atmosfera. D’ora in avanti non ci si fermerà più. I pezzi si susseguono senza sosta, senza tregua, vengono proposti spesso mixati tra loro e spiazzano i presenti con incursioni al limite dell’house e del drum&bass. Successi vecchi e nuovi si fondono tra loro lasciando spazio anche all’inedito “Il Vento”, incluso nell’antologia “Nel Vuoto Per Mano”, da poco uscita e recentemente presentata alla Fnac di Milano.

L’enorme ed iperaffollato dancefloor è instancabile. Si continua a ballare, si canta, si alzano le braccia, si battono le mani, e non serve che sia Samuel a chiederlo. Tutto al ritmo febbrile e ipnotico di “Discolabirinto”, “L’Ultima Risposta”, “Aurora Sogna”, “Il Centro Della Fiamma”, “Colpo Di Pistola”, “Nuvole Rapide” fino all’epilogo costituito da “Tutti I Miei Sbagli”.

I Subsonica nel corso di questi 12 proficui anni di carriera hanno saputo costruire un codice emotivo unico che spinge chi li ascolta a guardarsi costantemente dentro, a riflettere sulla vacuità del presente per cercare di riempire con la musica, ma anche con l’impegno e l’azione, i vuoti che ci circondano e che si fanno sempre più abissali.

Il live è la dimensione perfetta per un gruppo come i Subsonica, nato nei piccoli club e che non ha perso l’umiltà e la semplicità degli esordi; un gruppo che ama interagire con il pubblico, lo scambio diretto di emozioni e la possibilità di incrociare gli sguardi per conservare, ma anche lasciare un’impronta indelebile e indimenticabile.

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