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  • Eternal Deformity: Frozen Circus

    Eternal Deformity

    Data di uscita: 29-02-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Barocchismi sotto zero

“Più gente entra, più bestie si vedono” ricorda uno scanzonato invito circense che, nel caso specifico degli Eternal Deformity, trova compimento solamente nella scelta del leit motive del nuovo “Frozen Circus”.
Un circo del grottesco che si esprime sia iconograficamente che con espliciti rimandi sonori ad accompagnare il fluire di atmosfere che spaziano dal gotico al progressive, lambendo i confini di un death melodico supportato da origini storico-geografiche di ben nota pregnanza. Questo connubio di avanguardismo e tradizione trova degno compimento in un intreccio di riff metallici e compressi, ammorbiditi da passaggi e assoli progressivi dove chitarre e tastiere intessono trame non impossibili ma decisamente ricercate. Le parti di clean voice si giustappongono a granitici attacchi screaming, il tutto corredato da una buona esecuzione tecnica e arrangiamenti al limite del barocchismo. L’intervento del cantato femminile in “Unholy Divine” e i passaggi sinfonici, nota di merito per la suggestiva “Loverlorn”, contribuiscono a riscaldare le evoluzioni stilistiche di questo circo dei ghiacci che sembra aver fatto definitivamente breccia nel cuore della nostrana Code 666, tanto da guadagnarsi un contratto per tre dischi.
Complimenti a entrambi, bel colpo.

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